Mercati, ecco come valutare i futuri scenari di rischio

Le scelte di portafoglio
di Leo Campagna 28 Giugno 2020 - 10:30

Per Esty Dwek (Natixis Investment Manager Solutions) la dislocazione dei prezzi ha creato opportunità a lungo termine, ma è troppo presto per un approccio eccessivamente aggressivo nell’asset allocation

Dopo il violento sell-off (vendita sul mercato di titoli senza limitazione di prezzo né di quantità) di marzo, è seguito un pronto recupero che ha permesso agli indici di Borsa di ridurre le perdite accumulate e, in alcuni casi, di segnare addirittura nuovi massimi. Tuttavia, secondo Esty Dwek, head of global market strategy di Natixis Investment Manager Solutions, è troppo presto per un approccio eccessivamente aggressivo nell’ambito dell’asset allocation: meglio cercare di approfittare delle opportunità create su mercato dalla dislocazione dei prezzi per costruire le posizioni a lungo termine.

PREFERENZA PER LE OBBLIGAZIONI SOCIETARIE INVESTMENT GRADE

“E’ vero che gli scenari di rischio non mancano, ma riteniamo che non possano causare un’inversione della recente tendenza rialzista. D’altra parte, i mercati incorporano una buona parte delle buone notizie attese, e potrebbero avere bisogno di ulteriori sorprese positive per poter compiere un nuovo rialzo significativo”, fa sapere Dwek. L’esperta, in attesa che la situazione diventi più chiara, è convinta che possa proseguire nel breve termine la rotazione a favore degli asset europei e dei settori value. Inoltre, continua ad accumulare le obbligazioni societarie, sulla scia degli ingenti acquisti delle banche centrali con una preferenza per i titoli investment grade, e, in modo più selettivo, anche high yield, dal momento che quest’ultimo segmento evidenzia maggiori rischi. In particolare, sul mercato dei titoli ad alto rendimento statunitensi, i default potrebbero avvicinarsi al 10% e quindi occorre tenere sotto stretto controllo l’effetto contagio dei fallimenti sui mercati del debito societario.

IMPROBABILE UN SECONDO LOCKDOWN

Restando in tema di rischi, l’esperta ne analizza alcuni. Per quanto riguarda quello di una seconda ondata di Covid-19, e di un secondo lockdown, che bloccherebbe nuovamente l’attività economica e distruggerebbe la ripresa incipiente, l’indicatore chiave è il numero di ricoveri. “L’obiettivo sembra sia stato raggiunto dalla maggior parte dei paesi sviluppati che, nonostante la riapertura, contano un numero di ricoveri non in forte aumento. Un certo incremento del numero di casi rimane possibile e non dovrebbe sorprendere, ma finché resterà su livelli gestibili, non c’è motivo di ricorrere a nuove misure di confinamento”, spiega Dwek.

PER I MERCATI CI POTREBBE ESSERE IL RISCHIO DELUSIONE

La quale, poi, relativamente ai rischi geopolitici, tiene alta l’attenzione sia per quanto riguarda il ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, sia sulle elezioni presidenziali Usa del prossimo novembre e sui rapporti commerciali fra Europa e Regno Unito, da ridefinire dopo la Brexit. Infine, se per tutta una serie di ragioni le pressioni inflazionistiche al momento restano deboli, ciò che preoccupa maggiormente l’esperta è il rischio di delusione. I mercati al momento sembrano scontare una perfetta ripresa a ‘V’, che difficilmente si concretizzerà senza scossoni. Nelle prossime settimane la pubblicazione dei dati relativi al secondo trimestre e i risultati societari potrebbero deludere i mercati. “Finora i dati hanno sorpreso al rialzo, specialmente negli Stati Uniti, spingendo gli indici delle sorprese economiche a livelli record. Tuttavia, i dati successivi alla progressiva ripartenza dell’economia stanno alimentando le attese e potrebbero rivelarsi non sufficientemente solidi per le attuali aspettative di mercato”, conclude Dwek.