Più difficile trovare valore nei bond Emergenti

Obbligazioni
di Virgilio Chelli 23 Giugno 2020 - 17:30

Gli esperti di J.P. Morgan AM vedono ancora spazio più sugli High Yield governativi che non sul debito emergente di più alta qualità che ha già recuperato molto

Le politiche di stimolo e supporto fiscale e monetario sono state e continuano a essere protagoniste anche nella fase della ripartenza dopo la crisi da virus. Come nei Mercati Sviluppati, anche la ripresa dei Mercati Emergenti è fondata infatti sulle iniziative intraprese dalle istituzioni, a cominciare dalle Banche Centrali che hanno adottato un orientamento decisamente accomodante, mentre i governi hanno attuato misure di stimolo fiscale senza precedenti.

ATTENZIONE AI RITORNI DI FIAMMA DEL VIRUS

La Cina, con la progressiva riapertura delle fabbriche e la graduale accelerazione dell’attività manifatturiera, sembra stia già inviando segnali di ripresa, e la risultante domanda di materie prime e materiali dovrebbe produrre effetti positivi sul più ampio universo emergente. L’evoluzione del virus resta un rischio fondamentale da monitorare, con alcune aree ancora chiaramente in difficoltà, come America Latina e Medio Oriente. Un ritorno del contagio potrebbe comportare nuove di misure di lockdown e pressioni significative sull’infrastruttura sanitaria, ostacolando la ripresa.

DOPO IL RALLY L’INVESTITORE SI CHIEDE SE CI SIA ANCORA VALORE

Partendo da queste premesse, J.P. Morgan AM, nel Bond Bulletin Settimanale a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities della grande casa americana, osserva che nell’ultimo trimestre i Mercati Emergenti sono stati sostenuti da un rally generalizzato del rischio, come evidenziano i rendimenti del 19%, 14% e 16% rispettivamente per gli indici dei titoli in valuta locale, dei titoli governativi in valuta forte e dei bond corporate a partire dai minimi di prezzo del 23 marzo. Per questo l’investitore si chiede se sia rimasto ancora valore da catturare e dove eventualmente andarlo a trovare.

INTERESSANTE IL CREDITO HIGH YIELD, SIA GOVERNATIVO CHE CORPORATE

Gli esperti di J.P. Morgan AM restano fondamentalmente ottimisti sui titoli governativi in valuta forte Investment Grade, ma sono anche titoli che hanno registrato un rialzo particolarmente energico, con gli spread che hanno recuperato oltre il 70% dell’ampliamento indotto dalla crisi, riducendolo a poco più di 200 punti base, mentre ritengono ancora interessante il credito governativo High Yield, che ha recuperato appena il 50% di spread. Anche altri segmenti si presentano interessanti, come i corporate bond Investment Grade, ma è un mercato meno liquido che richiede una visione a più lungo termine.

GLI ACQUISTI DELLE BANCHE CENTRALI INVOGLIANO A ANDARE SUGLI EMERGENTI

Il Bond Bullettin rileva che comunque alcuni titoli emergenti in valuta restano convenienti rispetto a quelli dei Mercati Sviluppati. Gli esperti di J.P. Morgan AM spiegano il recente rally del credito dei Mercati con il fatto che alcuni investitori, dopo un posizionamento difensivo al culmine della crisi, hanno poi ridistribuito molta liquidità su tutta questa assett class, mentre gli acquisti delle Banche Centrali hanno alimentato una forte domanda per il credito dei Mercati Sviluppati. Con la progressiva compressione degli spread, è quindi possibile che gli investitori a caccia di rendimento rivolgano la loro attenzione ai Mercati Emergenti.

MONITORARE LE RIPARTENZE DELLE ECONOMIE

Secondo il team di J.P. Morgan AM, la solidità del quadro tecnico a supporto dei mercati del credito a livello globale quasi sicuramente avvantaggerà i Mercati Emergenti, ma la vera sfida sarà sempre più riuscire a trovare settori che offrano ancora valore: oggi i governativi emergenti High Yield sembrano interessanti rispetto a emissioni di più alta qualità, ma anche i corporate bond di alta qualità possono offrire opportunità agli investitori di lungo termine. Il tutto con l’avvertenza all’investitore di continuare a monitorare l’epidemia, perché a questo fattore è legata la ripresa delle Economie Emergenti, che se va avanti porterà un aumento della domanda di petrolio con un effetto virtuoso sulla crescita.

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