Il potenziale nascosto del mercato cinese

Prospettive
di Virgilio Chelli 20 Giugno 2020 - 9:30

Secondo AllianzGI, la Cina è destinata a guidare la ripresa dell’economia asiatica. Ma è una storia di crescita non ancora prezzata dai mercati e un’occasione da non mancare per l’investitore

Come per le altre economie globali, la pandemia ha interrotto la storia di crescita della Cina, ma la seconda economia del mondo potrebbe essere pronta a guidare l’uscita dalla contrazione di tutta l’Asia e riprendere un cammino di crescita a lungo termine per conquistare il podio della prima economia mondiale entro il 2030. Inoltre, l’economia cinese sta svoltando rispetto al focus del passato sui settori guidati dalla tecnologia per diventare più sostenuta dai consumi della classe media in espansione, con maggior accessibilità e trasparenza nella governance, il che aumenterà l’appetibilità delle azioni di classe A per gli investitori esteri. Molti indici ancora non prezzano il nuovo trend di crescita, ma l’investitore globale deve stare attento a non perdere l’occasione restando poco esposto sul mercato cinese.

PRONTA A GUIDARE L’USCITA DELL’ASIA DALLA CRISI

Sono le conclusioni cui giungono in due separate analisi Christiaan Tuntono Senior Economist, Asia Pacific, e Anthony Wong, Portfolio Manager Hong Kong/China Equity, entrambi di AllianzGI. Lo scenario macro proposto dalla grande casa d’investimento prevede che la Cina, così come è stata la prima ad entrare nella crisi da coronavirus, è anche pronta ad essere la prima a uscirne in Asia, dal momento che l’attività economica sta tornando ai livelli pre-blocco. Il governo di Pechino si sta impegnando ad accompagnare la ripresa e assicurarsi che la traiettoria di crescita a lungo termine resti intatta, mentre anche i paesi più vicini, come Taiwan e Corea del Sud, sono pronti a seguire, mentre le altre economie del Sud-Est asiatico devono fronteggiare nuove sfide. Le tensioni commerciali con gli USA continuano a pesare, ma l’impatto dovrebbe essere compensato da un miglioramento degli scambi a livello regionale.

IN CAMMINO PER DIVENTARE LA PRIMA ECONOMIA GLOBALE

Secondo AllianzGI la Cina resta quindi in cammino per diventare la prima economia mondiale entro il 2030, il che rappresenterà il principale cambiamento del decennio appena iniziato anche per i mercati finanziari globali, e anche un’opportunità di prima grandezza per gli investitori. La crisi globale indotta dal virus spinge inevitabilmente i capitali alla ricerca di nuovi potenziali di crescita, e secondo gli esperti di AllianzGI la Cina rappresenta forse il più importante, soprattutto nel mercato borsistico delle azioni di classe ‘A’, anche se investire in Cina resta un percorso non privo di rischi e di possibili ostacoli.

TRE RAGIONI PER INVESTIRE IN AZIONI DI CLASSE ‘A’

Nonostante le tensioni con gli USA e l’indubbio impatto del virus, secondo Wong resta il fatto che la Cina resta un’attraente destinazione di investimenti per tre ragioni chiave: ha ormai aperto il mercato agli investitori esteri, offre una serie storie di crescita coinvolgenti e si prepara a diventare la prima economia globale. Nel tempo, AllianzGI prevede che il filone d’investimento nelle azioni cinesi di classe ‘A’ diventi un trend strutturale, che non potrà essere trascurato dall’investitore proattivo. Inoltre, il lancio avvenuto nel 2014 del programma Stock Connect facilita l’accesso alle azioni cinesi di classe ‘A’ quotate a Shanghai e Shenzhen, che rappresentano una capitalizzazione totale di circa 8.500 mld di dollari, comparabile a quella dell’Eurozona.

BASSA CORRELAZIONE, OTTIMA DIVERSIFICAZIONE

Le stesse azioni di classe ‘A’ inoltre dal 2018 sono state incluse in due indici-chiave MSCI, il che ha aumentato significativamente i flussi di investimento. Inoltre le società emittenti in questa categoria sono ora soggette all’obbligo di report trimestrali, e oltre la metà hanno ormai accettato i Global Accounting Standard e si sono affidate a auditing internazionali. Infine, le azioni cinesi di classe ‘A’ hanno finora mostrato una correlazione molto bassa con gli altri mercati globali, aggiungendo un ulteriore elemento di diversificazione.