“In questa crisi anche i mercati emergenti possono contare sulle banche centrali”

coronavirus
di Virgilio Chelli 27 Maggio 2020 - 7:45

Il focus sui mercati emergenti di Raiffeisen Capital Management rileva un azionario in ritardo rispetto ai Paesi sviluppati, ma buoni margini sulle obbligazioni, favorite dagli spazi di manovra delle autorità monetarie

Il forte e rapido calo delle azioni globali di marzo, indotto dall’esplosione della crisi del Covid-19, è stato seguito da un robusto rimbalzo, trainato da Wall Street, mentre i mercati emergenti hanno mostrato meno vigore con gli indici in recupero relativamente modesto. Nonostante il calo della volatilità, restano le incertezze su economie e utili aziendali, le cui stime soprattutto negli Usa rimangono elevate anche nel caso ottimistico di una rapida scomparsa della pandemia. Per questo nei prossimi mesi restano probabili continue oscillazioni dei corsi.

LE AZIONI EMERGENTI IN RITARDO RISPETTO AI MERCATI AVANZATI

Nel più recente report sui Mercati Emergenti, il Team di Gestione di Raiffeisen Capital Management rileva che l’indice MSCI-EM ad aprile è salito circa del 9% circa, contro un rialzo del 13% del corrispondente indice azionario dei mercati sviluppati, sostenuti dai massicci stimoli di governi e banche centrali, con i “pesi massimi” dell’azionario americano addirittura a nuovi massimi storici. Un apparente paradosso, dato che proprio gli USA registrano di gran lunga il maggior numero di infezioni e morti per coronavirus, mentre hanno anche adottato più tardi le misure di contenimento.

A WALL STREET HANNO CORSO SOPRATTUTTO I BIG TECH

Il Team di Raiffeisen Capital Management spiega la contraddizione notando che i titoli protagonisti del rialzo americano sono stati soprattutto i grandi tecnologici globali, meno direttamente interessati e meno ciclici, con alcuni che stanno persino beneficiando degli effetti secondari della pandemia, come il commercio online, il video streaming e l’home office, mentre le azioni delle piccole e medie imprese con maggiore orientamento al mercato interno hanno visto una ripresa meno forte, così come molti titoli sensibili all’andamento congiunturale.

LE OBBLIGAZIONI EMERGENTI POCO COLPITE DAI DEFLUSSI

Secondo Raiffeisen Capital Management proprio questi ultimi vivono una situazione abbastanza simile a quella dei Paesi emergenti, cioè una forte ripresa che però non implica ancora che i corsi delle azioni abbiano definitivamente toccato il fondo. Ma questo non impedisce di guardare con “sollievo” alla ripresa delle obbligazioni dei mercati emergenti, che beneficiano di modesti deflussi di capitali, nonostante lo storico crollo del prezzo del petrolio negli USA dovuto peraltro a fattori tecnici.

TROPPO PRESTO PER IL CESSATO ALLARME SULL’AZIONARIO

Per questo, secondo gli esperti di Raiffeisen Capital Management, mentre è forse troppo presto per dare un “cessato allarme” per i mercati azionari emergenti, la situazione sembra molto più tranquilla per obbligazioni e valute, con afflussi e deflussi degli investitori internazionali che si compensano ampiamente, mentre per le azioni continuano invece i deflussi. Inoltre, la ripresa delle obbligazioni emergenti finora è stata ancora piuttosto limitata, anche se in alcuni casi esistono ancora notevoli rischi al ribasso, come in Arabia Saudita, Turchia o Sudafrica.

Il virus rallenta e spinge al rialzo le Borse

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QUESTA VOLTA GLI EMERGENTI POSSONO RICORRERE LARGAMENTE AL TAGLIO DEI TASSI

Raiffeisen Capital Management segnala che la situazione dell’indebitamento dei Paesi emergenti è molto più diversificata rispetto all’area sviluppata, il che significa spesso meno margine di manovra per supporti fiscali e monetari, di cui ad esempio i paesi esportatori di petrolio avrebbero bisogno. Ma sottolinea che questa volta anche i Paesi emergenti, quasi senza eccezione, agiscono o possono agire con forti tagli dei tassi d’interesse, mentre nelle crisi precedenti spesso era necessario il contrario per rallentare i deflussi di capitale e il deprezzamento delle rispettive valute.

ORO: DEFLAZIONE NEL BREVE MA POI FORSE TORNA L’INFLAZIONE

Raiffeisen Capital Management conclude la sua analisi con una riflessione sul prezzo dell’oro, unico asset non interessato dalle misure monetarie e fiscali, in un contesto che nel breve medio periodo sembra avviato verso sviluppi piuttosto disinflazionistici o deflazionistici, ma in cui successivamente potrebbe diventare molto più importante la questione dell’inflazione. Un ritorno che potrebbe trovare impreparate le banche centrali, ancora molto concentrate a tenere basso il livello dei tassi di interesse.