“La Corte costituzionale tedesca rappresenta un ostacolo per la flessibilità”

Andrea Delitala
di Fabrizio Arnhold 14 Maggio 2020 - 21:00

Per Pictet AM, la sentenza dei giudici tedeschi sulla Bce getta un’ombra sulle prospettive future per le istituzioni comunitarie, in un momento in cui serve maggiore coesione e solidarietà. Nell’azionario i settori colpiti dalla crisi pesano di più di quelli rafforzati, in termini di utili

La recente pronuncia della Corte costituzionale tedesca getta più di un’ombra sull’integrazione tra singoli Paesi dell’Eurozona. “La sentenza, che ha del sorprendente, ha sollevato il dubbio che la Bce potesse non aver rispettato il principio di proporzionalità nel perseguire gli obiettivi di politica monetaria”, commentano Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, “e ha quindi chiesto all’istituto centrale di dimostrare in maniera inequivocabile, entro 3 mesi, che gli effetti economici e fiscali delle sue politiche siano proporzionati a quelli monetari”. L’oggetto della disputa è il programma di acquisto di titoli di Stato (Pspp) che la Bce ha iniziato nel 2019, resta escluso il recente Qe pandemico (Pepp), attivato per contrastare gli effetti del coronavirus.

PREOCCUPA IL CONFLITTO ISTITUZIONALE

La decisione dei giudici tedeschi rischia di produrre effetti strutturali di lungo periodo sull’assetto politico comunitario. Si crea, inoltre, un pericoloso precedente che “pone l’operato della Bce sotto il controllo e la valutazione delle giurisdizioni nazionali”, continuano gli analisti di Pictet AM. In buona sostanza, si mina l’indipendenza dell’istituto di Francoforte e questo, in tempi di crisi, potrebbe creare più un problema all’Eurozona. Per Pictet AM, si tratta di “un quantomeno inopportuno ostacolo lungo il percorso di maggiore flessibilità intrapreso tempestivamente dalla Bce per fronteggiare la situazione di estrema emergenza in cui versa l’economia dell’area”.

L’INTERVENTO DELLA BCE È FONDAMENTALE

Il massiccio programma di acquisto di titoli Stato italiani da parte della Bce, è fondamentale per rendere sostenibile il debito del nostro Paese. “Prendendo ad esempio il caso dell’Italia, nel Def di aprile è stato ipotizzato un deficit fiscale del -10% circa per il 2020, equivalente a un ricorso al debito per un importo di circa 160 miliardi di euro, senza considerare la quota aggiuntiva di deficit derivante dall’eventuale default degli emittenti garantiti dallo Stato”, spiegano gli esperti di Pictet AM. Le manovre comunitarie di supporto (Mes, Bei e Sure) hanno un impatto di circa 85 miliardi di euro, quindi non sufficienti a coprire l’emissione del nuovo debito italiano. Per questo è di basilare importanza il ricorso al Recovery Fund, ancora però tutto da definire.

COSA SUCCEDE SUI MERCATI AZIONARI

I mercati finanziari, dopo i minimi toccati a marzo, sono risaliti nel mese di aprile. Nonostante le Borse globali registrino performance negative da inizio anno, le valutazioni azionarie (rapporti P/E) non sono affatto economiche. Per Pictet AM, la crisi provocata dal coronavirus rappresenta una minaccia concreta e rilevante per la crescita economica e per gli utili aziendali. “Per questo motivo, il denominatore del rapporto P/E, gli utili, ha subito delle decise revisioni al ribasso, in grado di compensare abbondantemente il calo dei prezzi osservato e, di fatto, far risalire nel breve termine le valutazioni”, si continua nell’analisi di Pictet AM.

Perché per l’Europa la “fase 2” è un percorso a ostacoli

Perché per l’Europa la “fase 2” è un percorso a ostacoli

IL VALORE DEI DIVIDENDI FUTURI

Le misure monetarie e fiscali messe in campo dalle autorità producono, per gli esperti di Pictet AM, un duplice effetto: “In primis, la loro combinazione rinvigorisce le aspettative dei dividendi futuri e, in secondo luogo, le politiche monetarie espansive mantengono i tassi reali in territorio negativo, facendo crescere il valore attuale di tali dividendi futuri, ossia portando in alto i prezzi a parità di dividendi futuri”.

I SETTORI PIÙ COLPITI

Nel medio periodo, è indubbio che la pandemia in atto stia producendo degli impatti strutturali in alcuni settori, sia in positivo (IT, farmaceutici e comunicazioni digitali) che in negativo (trasporti, turismo, tempo libero, commercio e finanziari). “La brutta notizia è che i settori che stanno sperimentando un’accelerazione nell’attuale contesto pesano meno, in termini di utili, rispetto a quelli più colpiti”, prosegue l’analisi di Pictet AM. Da tenere sotto osservazione le performance dell’azionario in Cina, che essendo uscita prima dell’emergenza, ha subito un impatto minore sugli utili.

Per altri approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.