“Perché il coronavirus favorirà gli investimenti sostenibili”

Allianz Global Investors
di Antonio Cardarelli 6 Maggio 2020 - 17:47

Secondo Allianz Global Investors la crisi provocata dal coronavirus aumenterà l’attenzione di governi, imprese e investitori sui temi legati alla sostenibilità. Cinque esempi per capire in quale modo

Gli investitori utilizzeranno la sostenibilità come una lente per evidenziare i principali rischi globali e testare la resilienza di aziende e sistemi. Ad affermarlo è Eugenia Unanyants-Jackson, global head of Esg research di Allianz Global Investors, che si è soffermata sul futuro della sostenibilità negli investimenti dopo l’emergenza coronavirus.

CINQUE POSSIBILI CAMBIAMENTI

L’esperta evidenzia come la pandemia abbia messo in luce questioni fondamentali come la disuguaglianza dei redditi, l’inadeguatezza dei sistemi sanitari e la complessità delle catene di fornitura. Tutti temi legati alla sostenibilità che, di conseguenza, “assumerà un peso sempre più rilevante all’interno dei processi di investimento”. Ecco cinque esempi, identificati da Eugenia Unanyants-Jackson, di come le cose potrebbero cambiare per aziende e investitori.

REDDITI E SALUTE

Il primo riguarda la ricerca di maggiore sicurezza finanziaria e di un migliore accesso all’assistenza sanitaria. L’arrivo improvviso del coronavirus ha determinato, per molte persone, la quasi completa incapacità di generare reddito. Per scongiurare il ripetersi di un evento simile, molte di loro potrebbero considerare con occhi diversi polizze assicurative, investimenti e risparmio. Allo stesso modo ci sarà maggiore sulla salute personale, e sempre più cittadini, oltre a condurre vite più sane, chiederanno ai governi un accesso più ampio a cure di qualità. Di conseguenza, secondo l’esperta di AllianzGI, i sistemi sanitari saranno sempre più centrali.

SUPPLY CHAIN PIÙ SOLIDE

Molte aziende hanno imparato sulla propria pelle che supply chain lunghe e complesse sono anche più fragili. Per questo, spiega Unanyants-Jackson, crescerà la tendenza alla localizzazione delle imprese “con un’enfasi più significativa sulle relazioni con la comunità” e ripercussioni positive sul valore del brand e sulla fidelizzazione. Le stesse aziende, inoltre, accelereranno i processi di digitalizzazione favorendo il lavoro a distanza, una tendenza che aumenterà l’attenzione su temi come protezione dei dati e cybersecurity.

IL CAPITALE UMANO

Nel post-coronavirus la gestione del capitale umano sarà rivalutata. Secondo l’esperta di AllianzGi, infatti, soprattutto le aziende che hanno beneficiato degli aiuti pubblici “saranno giudicate per il modo in cui trattano i dipendenti durante le crisi”. Le imprese che non sono abbastanza attente a temi come retribuzione e sicurezza rischiano di subire danni reputazionali di lunga durata, con conseguenze sui rapporti con clienti e investitori. Clienti che, in futuro, potrebbero sostenere sempre di più le imprese locali, o comunque quelle che hanno saputo mantenere rapporti con loro anche durante l’epidemia.

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CORPORATE GOVERNANCE

Il quarto esempio illustrato da Eugenia Unanyants-Jackson riguarda la corporate governance. “Ci aspettiamo che sarà posta maggiore attenzione alle modalità in cui le aziende allocano il capitale. Ciò avrà implicazioni per i meccanismi di utilizzo del capitale in eccesso nonché per il modo in cui la performance del management sarà misurata, valutata e quindi remunerata”, spiega l’esperta. Oltre a rivedere i principali indicatori di performance, le imprese saranno più attente al proprio ruolo nella società e al riconoscimento degli interessi di tutti gli stakeholder.

NUOVA ONDATA DI INVESTIMENTI VERDI

Infine, secondo l’esperta di AllianzGI, è “molto probabile che l’epidemia di coronavirus possa scatenare un’ondata di investimenti verdi”. Nonostante un possibile arretramento delle questioni ambientali nel periodo immediatamente successivo alla crisi, i temi legati alla sostenibilità ambientale che hanno dominato l’agenda degli investitori negli ultimi anni torneranno in primo piano. Una spinta potrebbe arrivare dagli Stati Uniti, dove è in crescita il consenso sull’inclusione di misure favorevoli all’ambiente nel piano infrastrutturale da mille miliardi di dollari.