Rischio giapponesizzazione sui mercati: perché va evitato

Capital Group
di Virgilio Chelli 4 Maggio 2020 - 21:00

Secondo Capital Group bisogna evitare che la recessione indotta dal blocco anti-virus apra le porte a un lungo periodo di stagnazione e deflazione, anche se è una possibilità per ora abbastanza limitata

Negli ultimi 25 anni le multinazionali hanno performato meglio del più ampio indice azionario globale MSCI, e il trend continuerà anche dopo la pandemia, perché hanno dimostrato di saper affrontare tempi difficili e perfino gestire il protezionismo in aumento. Le multinazionali di successo operano come se fossero locali, la svizzera Nestlé ad esempio è attiva in 130 paesi in tutto il mondo, dove si comporta come un attore locale, ma con la forza di una multinazionale.

UNA STRATEGIA DI INVESTIMENTO CHE RESTA VALIDA ANCHE NEL MONDO CAMBIATO DALLA PANDEMIA

Partendo da queste considerazioni, Steven Watson, Gestore di portafoglio azionario di Capital Group, ribadisce la validità della strategia della casa d’investimento anche nel mondo cambiato dalla pandemia, vale a dire puntare su titoli di qualità con un orizzonte di lungo periodo, cercando di evitare un eccessivo turnover di portafoglio, tuttavia. Anzi la crisi causata dal blocco economico auto-inflitto per contenere il contagio, offre l’opportunità di trovare aziende sottovalutate dal mercato.

OPPORTUNITÀ INTERESSANTI IN MOLTI SETTORI, COME FARMACEUTICO, BIOTECH E ASSICURATIVO

Watson fa l’esempio di una società biotech cinese in cui Capital Group ha recentemente investito, che ha il potenziale per diventare una multinazionale cinese nel campo dell’oncologia. Capital Group è ottimista anche in altri settori, e vede interessanti opportunità nel farmaceutico, sanitario, biotech e assicurativo, dove ci saranno chiaramente nuove grandi opportunità di business proprio a seguito del virus. L’esperto rileva che anche tecnologia e i beni di consumo di base hanno tenuto bene, grazie ad esempio alla spinta agli acquisti online.

UNA CATENA DI FORNITURA GLOBALE MENO DIPENDENTE DALLA CINA

Secondo Capital Group, anche quando la vita sarà tornata normale e si tornerà ad andare in ristoranti e bar, a viaggiare in aereo, a prenotare vacanze e a soggiornare in hotel, tutte le industrie di servizi basate su questi settori non se ne andranno, anche se sono state danneggiate. Watson prevede inoltre una catena di fornitura globale meno dipendente dalla Cina, con la produzione che tornerà nei paesi ‘di origine’, anche se questo cambiamento richiederà anni.

EVITARE IL RISCHIO DI UNA GIAPPONESIZZAZIONE DEI MERCATI SVILUPPATI

Ogni crisi ha sempre portato opportunità di acquisto di titoli a prezzi interessanti, per questo vanno evitate le reazioni dettate dal panico, ricordando di continuare a investire per il lungo termine, e utilizzando la ricerca fondamentale come strumento per individuare valore. Capital Group auspica che misure adeguate di politica fiscale e monetaria evitino che la recessione porti a una giapponesizzazione dei mercati sviluppati, ma ritiene che le probabilità di una depressione o di una stagflazione prolungata siano piuttosto limitate.

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PRIMI SEGNALI POSITIVI SULL’ALLENTAMENTO DELLA PRESSIONE DELLA PANDEMIA

Secondo Watson la profondità della recessione dipenderà dalla durata della pandemia, che resta la grande incognita. Ma vede anche i primi segnali positivi, la crescita dei nuovi casi di infezione e la mortalità stanno chiaramente diminuendo, mentre a Hong Kong la gente è tornata a uscire per cena, nel rispetto delle regole di distanziamento sociale. Segnali positivi che Capital Group ricava anche dal dialogo che intrattiene con alcune aziende biotech e farmaceutiche.

IL CASO DELLA SARS INSEGNA CHE DALLE PANDEMIE SI ESCE ANCHE SE LE DIFFICOLTA’ CI SONO

Watson chiude il suo commento con una citazione attribuita a Mark Twain, secondo cui “la storia non si ripete, ma parla in rima”. Dall’epidemia della SARS siamo usciti in quattro mesi, e secondo l’esperto di Capital Group così alla fine andrà anche questa volta, anche se è difficile dire quanto tempo ci vorrà e quali saranno le difficoltà. Di qui la previsione che l’economia mondiale avrà un aspetto molto migliore l’anno prossimo, anche perché il mercato è razionale, e una volta che assisterà al calo dei contagi, ne trarrà conforto. I primi segnali di ripresa economica appariranno appena le restrizioni cominceranno a diminuire come sta già accadendo a Hong Kong.