Andrea Delitala

“Mercati: Europa in ritardo, ma ci sono margini per migliorare”

Pictet AM osserva che le Borse europee sono state il fanalino di coda del recente recupero dei mercati azionari, ma guarda con fiducia al Consiglio Europeo, che potrebbe decidere misure forti e condivise

di Virgilio Chelli 21 Aprile 2020 - 16:15
financialounge - news
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Il Fondo Monetario Internazionale nel suo World Economic Outlook ha proiettato la crescita globale nel 2020 al -3%, con stime peggiori per i Paesi sviluppati, cifrate a -6%), e generose per i mercati emergenti, a -1%. Fortemente penalizzata l’Eurozona, duramente colpita dal virus e ancora senza una risposta unitaria da parte delle istituzioni comunitarie. Non a caso le azioni europee sono state il fanalino di coda del rimbalzo delle borse nelle ultime settimane, mentre Wall Street è stata sostenuta dallo sforzo poderoso messo in atto da governo e Fed.

L’EUROGRUPPO HA MESSO IN CAMPO MISURE IMPORTANTI


Oggi, quindi, il bicchiere europeo appare mezzo vuoto, nonostante le misure da 500 mld di euro annunciate dall’Eurogruppo, con 100 miliardi a sostegno del mercato del lavoro, mentre si continua a discutere sul MES, detto anche Fondo salva-Stati, che mette a disposizione dei Paesi che ne fanno richiesta linee di credito fino al 2% del PIL, a cui si potrebbero aggiungere acquisti illimitati della BCE di Titoli di Stato con scadenza inferiore ai 3 anni del Paese sotto tutela.

L’AUSPICIO CHE PREVALGANO LE FORZE CHE SPINGONO A UNA MAGGIOR INTEGRAZIONE


A questo punto, commenta Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management, per sperare in misure più coese non resta che attendere, con fiducia, l’esito del Consiglio Europeo del 23 aprile, confidando sul fatto che le forze che spingono per una maggiore solidarietà ed integrazione, emerse di recente anche in Germania, prevalgano su quelle di segno opposto, centrifughe sempre in agguato quando si tratta di destinare risorse.

IL MONDO POST-PANDEMIA SARÀ MENO GLOBALIZZATO


Secondo l’esperto di Pictet AM, nel mondo del dopo-pandemia di Coronavirus, meno globalizzato e più localizzato, sarà ancor più necessario collaborare tra paesi limitrofi ed interdipendenti, e quindi per l’Unione Europea mostrare unità di intenti e muoversi verso una maggiore integrazione, fatta di unione bancaria, unione fiscale e unione dei mercati.

IL BICCHIERE MEZZO PIENO È RAPPRESENTATO DAL SOSTEGNO DELLA BCE


Il bicchiere mezzo pieno resta rappresentato dal nuovo Quantitative Easing della BCE, che contribuirà a rendere sostenibile il debito pubblico dei singoli Paesi, calmierandone il costo e riducendo così il rapporto debito/PIL dei singoli Stati, avvicinandolo al 60% previsto dal Trattato di Maastricht. Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto è ormai prossimo al 137% del PIL, ma scende fino al 116% una volta depurato della quota detenuta dalla BCE, che però non è a tempo indeterminato.

“Market timing? I piani di accumulo possono rendere il doppio”


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IN AMERICA RISPOSTA PIÙ CONVINCENTE


In America invece quanto fatto a livello fiscale e monetario risulta più convincente, con la Fed arrivata ad acquistare direttamente dalle banche i prestiti a piccole e medie imprese e obbligazioni High Yield, che potrebbe spingersi fino ad acquistare azioni, come già fa attualmente la Bank of Japan. Anche solo parlarne stabilizzerebbe il mercato, presso cui l’istituto gode in questo momento di grande credibilità. Ma l’efficacia delle misure americane richiede che il lockdown non si prolunghi troppo, per questo da tanti fronti si alza la richiesta di una ripresa graduale, ma tempestiva.

ANCORA CAUTELA SULLE RIAPERTURE, CHE POTREBBERO RIVELARSI PREMATURE


Il cammino è ancora denso di incertezze, e per questo Pictet AM resta cauta nel giudicare le scelte dei Paesi che cercano di limitare il sacrificio economico di breve con riaperture che potrebbero rivelarsi premature. Certo è che le Borse, dopo il rimbalzo dai minimi del 23 marzo, mostrano valutazioni più equilibrate, che sembrano in grado di assorbire cali a due cifre degli utili societari. Ma nuova volatilità potrebbe essere in agguato se il blocco economico andasse oltre le attese.

PROBABILMENTE I PREZZI DELLE AZIONI HANNO TROVATO UNA BASE A FINE MARZO


La conclusione dell’esperto di Pictet AM è che non resta che attendere, confidando che l’innovazione medica e sanitaria scongiuri lo scenario peggiore. L’analisi sugli sviluppi di economie e mercati dell’ultimo mese suggerisce che probabilmente una base ai corsi azionari si possa essere formata a fine marzo.

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