Investimenti e coronavirus, AllianzGI: no al panico

Allianz GI
di Leo Campagna 12 Marzo 2020 - 19:00

Per gli esperti di Allianz Global Investors gli investitori dovrebbero individuare società di qualità con un indebitamento contenuto, flussi di cassa stabili e dividend yield interessanti, evitando le aree più vulnerabili del mercato soggette a sell-off

L’improvvisa e rapida diffusione del coronavirus al di fuori della Cina sta spingendo i responsabili della salute pubblica a fare tutto il possibile per contenere la diffusione dell’epidemia mentre gli scienziati cercano di scoprire un vaccino o, quantomeno, una cura di mantenimento. Gli investitori, oltre a queste preoccupazioni, devono affrontare quelle sulle implicazioni economiche.

ITALIA, FRANCIA E SPAGNA A RISCHIO RECESSIONE

“Le prospettive di crescita globale risentiranno probabilmente per tutto il primo semestre 2020 del profondo sconvolgimento delle filiere produttive, in particolare in Asia. In parallelo la drastica contrazione dei viaggi di lavoro e di piacere che colpisce diversi settori determinerà un consistente contraccolpo alle economie di Italia, Francia, e Spagna, il cui una quota significative del PIL deriva dal turismo. Tutto questo aumenta il rischio recessione nell’Area Euro e, a cascata, a livello globale”, fanno sapere gli esperti di Allianz Global Investors.

FORTI CONTRACCOLPI PER IMPRESE E FAMIGLIE

Inoltre occorre considerare le implicazioni della decelerazione – se non addirittura il fermo totale – di numerose filiere globali che potrebbero comportare una crisi a livello di liquidità e sistema creditizio, qualora società e privati non fossero in grado di pagare debiti e bollette. In un contesto a dir poco già estremamente critico si è poi aggiunto il crollo del prezzo del greggio, a causa non soltanto del rallentamento dell’economia ma anche del mancato accordo dei paesi Opec+ che sta determinando un surplus di offerta proprio in una fase di forte calo della domanda.

Coronavirus, Allianz GI: “Aspettiamo di vedere la diffusione per valutare gli effetti sull’economia”

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ULTERIORI MISURE DI EMERGENZA DA PARTE DELLE BANCHE CENTRALI

“Questo crollo del prezzo del greggio potrebbe causare una recessione, tenuto conto che il ciclo economico globale era già in fase avanzata e per l’anno in corso era previsto un rallentamento della crescita”, spiegano i professionisti di AllianzGI che poi però aggiungono: “È probabile che le banche centrali varino ulteriori misure di emergenza per scongiurare il rischio di contagio finanziario”.

I PREZZI DEL PETROLIO POTREBBERO RISALIRE SE TORNA LA DOMANDA CINESE

La flessione registrata dalle quotazioni del greggio sono in grado di esercitare effetti negativi non solo sui titoli energetici, ma anche sugli emittenti high yield. A soffrire dovrebbero essere soprattutto il segmento dello “shale oil” statunitense, ma le società più solide dovrebbero riuscire a sopravvivere e, successivamente, a trarre vantaggio da questa situazione. I professionisti di AllianzGI non escludono tuttavia che i prezzi del petrolio possano risalire sulla scia di una probabile riaccelerazione della domanda da parte della Cina non appena l’economia locale tornerà in carreggiata.

EVITARE LE AREE DEL MERCATO PIÙ VULNERABILI AL SELL-OFF

Più in generale, è molto probabile che possa proseguire l’alternanza di fasi di propensione al rischio (risk-on) e di avversione (risk off) con ulteriori anomalie dei prezzi che mineranno ulteriormente la fiducia di tutti gli investitori. “Nella confusione, preferiamo la qualità. Nel breve periodo gli investitori dovrebbero evitare le aree più vulnerabili del mercato soggette a sell-off e cercare di individuare società di qualità con un indebitamento contenuto, flussi di cassa stabili e dividend yield interessanti”, concludono gli esperti di AllianzGI.

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