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Ring, il videocitofono di Amazon sotto accusa: “spia” le persone e vende i dati?

L’applicazione ufficiale di Ring, la società di Amazon che produce videocitofoni connessi, invierebbe i dati sensibili degli utenti a società terze, tra cui Facebook e Google

di Fabrizio Arnhold 30 Gennaio 2020 11:20
financialounge -  Amazon facebook google privacy Ring smart videocitofono
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Ancora problemi per Ring, la società di Amazon che produce videocitofoni e dispositivi per la videosorveglianza. Secondo un rapporto dell’organizzazione che tutela i diritti digitali Electronic Frontier Foundation (EFF), la società raccoglierebbe in maniera fraudolenta i dati degli utenti, cedendoli poi a cinque società americane. 

COINVOLTE FACEBOOK E GOOGLE


La privacy al centro dello scandalo. Sempre secondo il rapporto dell’EFF, Ring cederebbe i dati dei clienti a società americane come Facebook e Google. A scatenare le polemiche, sarebbe l’app che gestisce il funzionamento dei videocitofoni, campanelli e telecamere di sicurezza. 

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L’APP DELLE POLEMICHE


Sempre secondo il rapporto EFF, l’app raccoglierebbe i dati degli utenti per poi inviarli a società terze. Si tratterebbe di dati sensibili, come l’indirizzo IP e tutti i dati rilevati dai sensori dello smartphone. Non è certo la prima volta che la privacy crea problemi a Ring. La società, fondata nel 2013 da Jamie Siminoff, è stata acquistata nel 2018 da Amazon. Ring è conosciuta per i videocitofoni e per i campanelli smart e connessi, in grado di riprendere cosa accade fuori casa, per poi mostrarlo sullo schermo dello smartphone. Con tutti i rischi del caso per la tutela della privacy. 
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