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È battaglia sul decreto che obbliga i commercialisti a denunciare i clienti evasori

Il senatore Andrea de Bertoldi, segretario della commissione Finanze del Senato e coordinatore della consulta dei parlamentari commercialisti, promette battaglia contro il decreto allo studio del governo che obbliga i professionisti a denunciare i propri clienti per atti di potenziale evasione o elusione fiscale

di Giancarlo Salemi 29 Gennaio 2020 07:00

“È impensabile che un commercialista debba diventare un delatore del proprio cliente per una semplice ipotesi di potenziale evasione o elusione. Un conto è un atto illecito, che il professionista non deve mai consigliare e anzi deve segnalarlo, ma l’idea che qualunque atto potenzialmente elusivo o evasivo debba essere denunciato è profondamente sbagliata”. A parlare a Financialounge.com è Andrea de Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama dove tra qualche settimana approderà il decreto che il governo giallorosso si accinge ad emanare, recependo la direttiva europea 822 del 2018 che obbliga commercialisti, consulenti fiscali e, in generale, tutti gli intermediari di segnalare immediatamente all’Agenzia delle entrate tutte quelle operazioni, come la creazione di trust con l’estero, che siano suscettibili di poter mascherare evasione o elusione fiscale.

FDI DARÀ BATTAGLIA, COMMERCIALISTI NON SONO SPIONI


“Come Fratelli d’Italia daremo battaglia – continua De Bertoldi – ma il mio impegno è anche da coordinatore della consulta dei parlamentari commercialisti che è un organo trasversale ai partiti. Ci opporremo ad un provvedimento che è un’offesa alla privacy, al segreto professionale e che ci trasforma in spioni”. Il decreto che è allo studio del ministero dell’Economia e che potrebbe approdare già la prossima settimana al Consiglio dei ministri (doveva in teoria essere approvato entro la fine dello scorso anno) prevede l'obbligo, quindi non la facoltà, per professionisti, banche e intermediari finanziari di segnalare all'amministrazione finanziaria tutte le operazioni transfrontaliere potenzialmente elusive o evasive, con la possibilità di ampliare la disciplina ad una serie di reati e violazioni fiscali in materia di appalto e riciclaggio. 

DECRETO QUASI PRONTO, SARÀ RETROATTIVO E PREVEDE MULTE SALATE


L'applicazione del provvedimento sarà retroattiva: dovranno quindi essere dichiarate al fisco entro il 1° luglio 2020 tutte le operazioni fatte o congegnate dal 26 giugno 2018. In pratica bisognerà andare a recuperare tutte le operazioni degli ultimi due anni per capire se hanno elementi o finalità volte all'indebito risparmio fiscale. Inoltre sono previste delle sanzioni che vanno da un minimo di 2mila a un massimo di 21mila euro. Inoltre, c'è un aumento del 50% per la mancata comunicazione e una riduzione della stessa percentuale nel caso di comunicazione incompleta o inesatta.

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COMMERCIALISTI PER LA PRIMA VOLTA IN SCIOPERO, PRONTI A DARE BATTAGLIA


“Di questo decreto che leggeremo nel minimo dettaglio”, prosegue De Bertoldi “ne penso tutto il male possibile, anche perché ancora una volta i commercialisti non vengono ascoltati nelle materie di loro competenza e i professionisti non sono di certo degli appestati”. “Si vuole arrivare ad utilizzare, tra l’altro gratuitamente – prosegue l’esponente di FdI - i commercialisti come degli impiegati dello Stato per fare da delatore ai propri clienti. Qui il punto non è quello di denunciare delle illegalità, cosa che già avviene, penso ad esempio all’antiriciclaggio, ma si rischia di mettere nelle condizioni al professionista di non fare più nulla, perché ogni atto potenzialmente elusivo verrebbe imputato e scaricato sul professionista”. “Questo governo – conclude De Bertoldi - è riuscito per la prima volta a far scendere in piazza lo scorso settembre i commercialisti, non era mi avvenuto prima di allora, uno sciopero dell’intera categoria e se il ministro Gualtieri continuerà in questa operazione perversa è inevitabile che si andrà allo scontro”.
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