Al capolinea il lungo trend positivo? Non in Europa, Cina e Giappone

Adrian Owens
di Redazione 7 Gennaio 2020 - 21:00

I gestori di GAM spiegano le implicazioni per le varie asset class nel caso che il lunghissimo ciclo economico espansivo possa raggiungere il suo culmine, un’ipotesi valida per USA e GB ma non per il Vecchio continente e i due Paesi asiatici

Il lunghissimo ciclo espansivo che a velocità diverse ha interessato praticamente tutte le economie globali dopo la Grande Crisi del 2008-09 potrebbe essere arrivato vicino al suo culmine. Ma le implicazioni sono diverse comunque per le varie aree geografiche e per i diversi settori che sono rappresentati dai titoli quotati sulle grandi Borse globali, da Wall Street all’Europa, dalla Cina al Giappone. Alcuni gestori di GAM si sono esercitati nelle loro analisi nell’Outlook 2020 della casa d’investimento.

DESTINATO A DIMINUIRE IL RUOLO DEL QE E AD AUMENTARE QUELLO DELLA POLITICA FISCALE

Adrian Owens, investment director, global macro & currency fixed income di GAM, ritiene che il termine fine ciclo descriva bene l’economia britannica e statunitense, ma non crede che si possa applicare anche a Europa, Giappone o Cina. Regno Unito e USA infatti si trovano molto probabilmente alla fine del ciclo, ma le preoccupazioni per la Brexit e per la guerra dei dazi distorcono la situazione e per il gestore di GAM forse è più appropriato parlare di QE tardivo: le banche centrali si stanno rendendo conto che gli effetti distorsivi del QE si fanno ora più rilevanti, pertanto ci troviamo in una fase in cui il QE diminuirà e si farà maggiore affidamento alla politica fiscale. Un contesto in cui, secondo Owens, emergeranno più opportunità che traineranno i mercati.

IL SETTORE LUSSO CONTINUA A ESSERE SOSTENUTO DAI CONSUMI DEI PAESI EMERGENTI

Passando alle singole asset class azionarie, Swetha Ramachandran, investment manager settore lusso di GAM, l’attuale fase del ciclo non ha la stessa rilevanza per il lusso, caratterizzato da due forze contrastanti: una strutturale, ovvero i consumi del ceto medio nei mercati emergenti, e una legata alle oscillazioni a breve dell’economia. In questo momento secondo l’esperta di GAM, sembra che il primo fattore sia prevalente, anche se questo non vuol dire che il lusso sia immune al ciclo economico. La Investment manager di GAM ricorda che nel 2009 c’è stata una brusca frenata di breve durata ma il lusso ha recuperato velocemente, quindi oggi va prestata particolare attenzione alle valutazioni. Secondo l’esperta di GAM gli utili sono destinati a restare sostenuti ma va verificato quale sia il prezzo giusto.

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IL RALLENTAMENTO GLOBALE SI RIFLETTE SULLA CRESCITA DEGLI UTILI DELLE AZIENDE

Passando a quello che ci si può aspettare sul fronte dell’azionario europeo, Gianmarco Mondani, investment director, azioni europee non direzionali di GAM, rileva come tutte le statistiche economiche disponibili indichino un rallentamento globale che si riflette nelle stime degli utili. Per esempio, quest’anno gli utili di un’azienda europea dovrebbero crescere del 2%, mentre all’inizio dell’anno scorso ci si aspettava una crescita del 10%. In tale contesto, Mondani crede che sia molto importante concentrarsi sulle aziende giuste, quelle che nel lungo termine possono crescere e riservare qualche sorpresa positiva, anche se mediamente in generale le aziende sul mercato non stiano crescendo affatto.

IL CASO DELL’AZIONARIO LEGATO ALLA SANITÀ, DOVE CONTA IL CICLO DEL PRODOTTO

Christophe Eggmann, investment director, azioni del settore sanitario di GAM, osserva che con il termine “fine ciclo” generalmente si faccia riferimento al ciclo economico. Ma nel settore sanitario, avverte l’esperto di GAM, la situazione è leggermente diversa, perché in questo settore ciò che conta è il ciclo di prodotto. Un ciclo che dipende dalla scienza, dalla ricerca e sviluppo e dalle nuove tecnologie. Eggmann sottolinea che oggi stiamo assistendo a un’ondata senza precedenti di innovazioni e quindi si aspetta che molti più prodotti sbarcheranno sul mercato nei prossimi anni. Riferirsi ai prodotti, secondo l’esperto di GAM, la conclusione è che ci troviamo a metà del ciclo corrente.