Dopo il Mes, l’Europa ora pensa al “Cripto-Euro”?

BCE
di Fabrizio Arnhold 5 Dicembre 2019 - 11:29

La Bce sarebbe pronta ad utilizzare una valuta digitale, come riporta Reuters, se i pagamenti internazionali in Europa dovessero rimanere troppo costosi. In Germania, il partito di Angela Merkel pensa ad una versione digitale dell’euro

Una criptomoneta della Bce per ridurre il costo dei pagamenti in Europa. Come riporta Reuters, citando un documento confidenziale, la Banca centrale europea sarebbe pronta ad utilizzare una valuta digitale se i pagamenti internazionali in Europa dovessero rimanere troppo costosi. Sempre secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa britannica, in un documento Bce si ipotizza che l’adozione di un “cripto-euro” potrebbe rendersi più urgente anche considerando i segnali di minore utilizzo del contante. 

“IMPLICAZIONI DI VASTA PORTATA” 

Nel documento confidenziale, citato da Reuters, si dice che una criptovaluta sostenuta dalla Bce avrebbe “implicazioni di vasta portata” per la politica monetaria e per le banche. Alla luce di queste premesse, quindi, una eventuale introduzione dovrebbe essere valutata con attenzione. Il documento sull’ipotesi cripto-euro sarà presentato ai ministri delle finanze dei Paesi Ue, in occasione della riunione Ecofin di oggi, dove si discuterà anche dei lavori sull’unione bancaria e sul piano d’azione per affrontare la questione dei crediti deteriorarti. 

L’IDEA DEL BITCOIN TEDESCO

L’idea di una adozione di una versione digitale dell’euro era già venuta alla Germania. Nelle scorse settimane, infatti, la CDU, il partito della cancelliera Angela Markel, ha stilato una lista di proposte sulle criptovalute, in vista della “Blockchain-Strategie”, da presentare al governo federale. Si tratta di una strategia con cui Berlino vorrebbe fissare dei punti fermi nel quadro normativo in materia di valute digitali, con l’obiettivo di essere in una posizione di vantaggio in vista di una eventuale rivoluzione crittografica. 

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MES: RINVIO MA RESTA IL RISCHIO POLITICO

L’altro fronte caldo in Europa riguarda il Mes. La firma sul salva-Stati slitta a febbraio e il fatto che il tema potrebbe non essere oggetto nelle riunione di metà dicembre dell’eurosummit, potrebbe dare una boccata d’ossigeno alla maggioranza. Il governo Conte dovrebbe riuscire a superare senza scosse il voto di mercoledì prossimo. Ieri, nelle riunione dei ministri finanziari dell’Eurogruppo, a Bruxelles, il ministro dell’Economia Gualtieri ha parlato di un “accordo di principio” sul meccanismo tecnico di risoluzione del debito pubblico da finalizzare “con altro lavoro all’inizio dell’anno nuovo”. La riforma è stata contestata da vari partiti italiani che la considerano penalizzante per l’Italia e troppo vantaggiosa per Germania, Francia e altri stati del Nord Europa.