Auto inquinanti, California contro FCA: “Sta con Trump”

amministrazione Trump
di Chiara Merico 19 Novembre 2019 - 11:15

La casa italoamericana rischia di pagare cara la decisione dello Stato Usa, che da gennaio permetterà alle agenzie pubbliche di acquistare solo le auto prodotte dalle case che si sono allineate alla sua politica green

Anche FCA rischia di pagare il conto per la mossa anti veicoli inquinanti in California: il dipartimento dei servizi generali dello Stato americano ha annunciato una misura che imporrà alle agenzie statali di comprare auto solo da produttori che riconoscono gli standard del Carb (California Air Resources Board) sulle emissioni nocive.

STANDARD PRECISI

Le regole prevedono la fissazione di standard precisi per i veicoli a zero emissioni, e i produttori che vi aderiscono si sono impegnati a continuare a implementare stringenti obiettivi di riduzione delle emissioni per i loro veicoli. Le nuove norme entreranno in vigore a partire dal primo gennaio 2020.

BRACCIO DI FERRO

La mossa della California rientra in un braccio di ferro tra lo Stato costiero e l’amministrazione Trump, che ha portato a un contenzioso legale. Come ha spiegato il procuratore generale californiano Xavier Becerra “gli standard California Clean Car sono raggiungibili e molti altri Stati nel Paese hanno scelto di adottarli. L’amministrazione Trump ha deciso invece di stare dalla parte di chi inquina. Noi crediamo di stare dal lato giusto della storia”.

CASE DIVISE IN DUE FAZIONI

A luglio Ford, Honda, BMW North America e la filiale locale di Volkswagen avevano deciso di aderire volontariamente alle regole del Carb, in base alle quali le auto a benzina e diesel e i camion leggeri dovrebbero diventare “più puliti” entro il 2026. Altri produttori, tra cui FCA, General Motors, Toyota e l’Association of Global Automakers – che rappresenta altre case come Nissan, Hyundai e Kia – hanno invece espresso la volontà di intervenire nella causa tra la California e il governo federale, chiedendo che vengano fissati standard uguali per tutti.

LA REPLICA DI TOYOTA

“Non crediamo che ci debbano essere standard diversi sui carburanti nei vari Stati. Ce ne dovrebbe essere uno solo per tutti i cittadini Usa e tutte le case produttrici”, ha fatto sapere Toyota in una nota. “Standard multipli significheranno prezzi più elevati. E se i prezzi si alzano, i consumatori saranno invogliati a tenere per più tempo in uso auto vecchie e meno efficienti”.

PREZZO ALTO DA PAGARE

La decisione dello Stato californiano peserà molto sui produttori coinvolti: secondo i dati DGS, il 69% dei veicoli acquistati nel 2018 dalle agenzie pubbliche della California proveniva da produttori che saranno interessati dalle nuove norme. E per FCA in particolare il prezzo potrebbe essere alto: tra il 2016 e il 2018 lo Stato americano ha infatti speso 58,7 milioni di dollari per acquistare veicoli prodotti dalla casa italo-statunitense.