Airbnb

Case da incubo e affitti fantasma: Airbnb contro le truffe

La società di affitti, che intende quotarsi in Borsa il prossimo anno, annuncia una serie di provvedimenti per limitare il fenomeno degli annunci truffaldini e garantire ai clienti migliori politiche di rimborso

di Chiara Merico 12 Novembre 2019 12:30

Riconquistare la fiducia degli utenti: è lo scopo della campagna messa in atto da Airbnb, che ha annunciato una serie di “significativi cambiamenti” alla piattaforma dopo che un’inchiesta di Vice ha portato alla luce un sistema organizzato di truffe e messo in dubbio l’efficacia dei processi di verifica e di rimborso della piattaforma, che al momento è valutata 35 miliardi di dollari e dovrebbe quotarsi in Borsa il prossimo anno.

TRUFFA ORGANIZZATA


L’inchiesta ha preso le mosse dall’esperienza personale della giornalista Allie Conti, che è incappata in un network di truffatori seriali. Il profilo di “Becky and Andrew”, sedicente coppia di proprietari, si è rivelato molto simile ad altri profili di coppia che proponevano agli ospiti lo stesso schema: poco prima del check in, adducendo un problema all’impianto idraulico, li spedivano in un altro appartamento, in pessime condizioni.

RIMBORSO PARZIALE


Alla richiesta di rimborso, nessuna risposta. I truffatori utilizzavano numeri di telefono non tracciabili e foto prese da archivi digitali, in modo da scomparire al momento giusto. E nonostante questo non mancavano di chiedere agli ospiti di valutare il loro soggiorno con cinque stelle, invitandoli a fare le loro rimostranze in privato. La stessa Airbnb ha rimborsato a Conti solo 399 dollari su un totale di 1221,20, una cifra che non include le commissioni.

BUCHI NELLE REGOLE


La reporter ha così scoperto una rete di truffatori che copriva otto città degli Usa e circa 100 annunci di appartamenti, approfittando delle regole di utilizzo di Airbnb, piuttosto deficitarie su certi aspetti, per ricavare migliaia di dollari con prenotazioni solo telefoniche, recensioni false e a volte intimidazioni.

LA LETTERA DEL CEO


Una storia che, unita alla sparatoria di massa avvenuta pochi giorni fa in un appartamento affittato tramite Airbnb a Orinda, in California, ha portato il ceo Brian Chesky a comunicare in una lettera agli impiegati la decisione di “adottare le misure più significative sul fronte della fiducia dei clienti dal design originale della piattaforma, nel 2008”.

LINEA TELEFONICA PER I VICINI


Tra le modifiche c’è il bando alle cosiddette “party houses” e l’istituzione di una linea telefonica 24/7, la “Neighbor Hotline”, gestita da un team specializzato e in grado, almeno nelle intenzioni, di dare un responso rapido in qualsiasi momento alle segnalazioni dei vicini di casa degli appartamenti Airbnb in ogni parte del mondo.

VERIFICA DEGLI ANNUNCI


In più, Chesky ha fatto sapere che Airbnb avvierà un progetto di un anno per controllare tutti i sette milioni di annunci presenti sulla piattaforma e verificare l’accuratezza delle informazioni presenti: in caso la proprietà non soddisfi gli standard minimi, agli ospiti verrà corrisposto un rimborso totale. Le prenotazioni “ad alto rischio” saranno sottoposte a uno scan manuale. Basterà per riconquistare la fiducia perduta?
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