Amundi: liquidità e volatilità le chiavi per cercare rendimenti nel 2020

Amundi
di Redazione 6 Novembre 2019 - 15:36

Le banche centrali accomodanti, l’economia in decelerazione e le tensioni geopolitiche internazionali dovrebbero offrire opportunità di investimento. Ma sarà indispensabile evitare le trappole

Mentre il 2019 sta percorrendo il suo ultimo tratto dopo aver disegnato finora un percorso ricco di soddisfazione per gli investitori più inclini alle asset class rischiose, si cominciano a fare i primi ragionamenti sul nuovo anno. E su come impostare il portafoglio in vista di un ciclo che diventa sempre più maturo e con la volatilità che resta in agguato. A questo proposito Matteo Germano, Head of Multi-Asset, CIO Italy Amundi suggerisce di mantenere un approccio effettivamente diversificato attivando alcune coperture. “E’ importante implementare un approccio flessibile agli investimenti sfruttando le opzioni a disposizione della gestione attiva. Come quelle che si delineano durante le fasi di volatilità oppure quelle derivanti dalle notizie contrastanti che disorientano il mercato” spiega Germano.

RENDIMENTI COMPRESSI IN UN MONDO PIÙ COMPLESSO

Anche perché dopo molti anni di mercato prevalentemente al rialzo, gli investitori devono ragionare con una nuova prospettiva sfidante: quella che vede rendimenti compressi – cioè tendenzialmente inferiori a quelli registrati nel recente passato – in un mondo più complesso.

POLITICHE MONETARIE E TENSIONI GEOPOLITICHE

E’ vero che le banche centrali dovrebbero continuare a portare avanti le loro politiche espansive ma si rende sempre più necessaria una politica fiscale più proattiva. In parallelo l’economia dovrebbe continuare a rallentare: le previsioni economiche di Amundi sono state infatti riviste al ribasso per quest’anno e per il prossimo. Inoltre mentre le tensioni sul fronte geopolitico non danno segnali di raffreddamento restano in predicato le guerre commerciali. Uno scenario nel quale rimangono delle divergenze in termini di crescita tra i diversi Paesi, con una situazione da tenere sotto controllo, quella dei Paesi emergenti che nel 2020 potrebbero evidenziare una ripresa.

VOLATILITÀ IN AGGUATO

In questo contesto di mercato ancora incerto la volatilità potrebbe ripresentarsi in modo imprevisto scompaginando le aspettative degli investitori. A giocare a sfavore anche le correlazioni tra le differenti asset class che sono instabili – con la tendenza ad aumentare durante le crisi – il che rende gli approcci dell’asset allocation tradizionale, basata su una semplice diversificazione tra le classi di attivi, non idonei a generare rendimenti ragionevoli. “Ecco perché è importante diversificare tra rischi e fonti di rendimento e assicurarsi delle solide coperture di portafoglio” puntualizza Germano.

OPPORTUNITÀ DA COGLIERE CON UN APPROCCIO AGILE ED ATTIVO

D’altra parte i gestori attivi devono sfruttare le opportunità di acquisto dischiuse dalla volatilità che offre la possibilità di aumentare l’esposizione ad alcune attività a valutazioni interessanti. In tutti i casi Germano suggerisce di mantenere un approccio agile agli investimenti per permettere all’asset allocation e alla gestione attiva di portafoglio di esplorare in modo flessibile le opportunità relative value – cioè quelle che esprimono valore relativo – collegate alle divergenze regionali e settoriali. “Se nel complesso l’approccio risulterà conservativo in termini di allocazione al rischio, l’agilità nell’individuare i punti di ingresso migliori durante le fasi di turbolenza dei mercati agevolerà l’esposizione a nuove opportunità” specifica Germano.

LA GESTIONE DELLA LIQUIDITÀ

Inoltre, ma non certo per importanza, anche la gestione della liquidità rivestirà un ruolo cruciale. Se per esempio le banche centrali deludessero il mercato con tagli inferiori a quelli attesi si potrebbero innescare picchi di volatilità con relativa drastica contrazione della liquidità di mercato. Per tutelarsi da questi inconvenienti gli investitori multi-asset possono adottare alcuni preziosi accorgimenti a cominciare da una diversificazione congeniata per limitare i possibili rischi di contagio nel portafoglio in corrispondenza di un evento traumatico di mercato. Un’altra trovata efficace consiste nell’attuare una copertura attiva che consente di evitare di essere costretti a vendere nelle fasi di sell-off (vendita sul mercato senza limiti di prezzo e di quantità). “A tutto questo va aggiunto il fatto che con regolarità effettuiamo degli ‘stress test’ per valutare gli effetti potenziali dei movimenti avversi del mercato, e, inoltre, manteniamo una riserva di liquidità in titoli di Stato a breve termine o in contanti” precisa Germano.

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LA CENTRALITÀ DEGLI INVESTIMENTI ESG

Il manager conclude le sue considerazioni sui fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) destinati a recitare un ruolo sempre più centrale in futuro. “Gli investitori sono sempre più attenti ai rischi ESG consapevoli di quale impatto possono esercitare sulla reputazione e su conti di un’azienda. Ne deriva che la valutazione degli effetti dei rischi ESG sulle attività finanziarie rivestirà un’importanza di primo piano esattamente come esaminare i bilanci e comprendere l’evoluzione dell’economia mondiale e delle implicazioni geopolitiche” chiarisce Germano.