Obbligazioni, perché conviene seguire l’onda delle banche centrali

allentamento monetario
di Redazione 4 Ottobre 2019 - 8:30

Per JP Morgan AM i rendimenti delle obbligazioni ai minimi scoraggiano l’investitore, ma il costante allentamento monetario offre opportunità sulla duration, che misura la sensibilità dei prezzi al calo dei tassi

Dal Giappone agli Usa passando per l’Australia e l’Eurozona, in tutto il mondo le banche centrali continuano ad allentare la politica monetaria o si preparano a farlo. I rendimenti ai minimi storici rendono poco attraenti i bond per l’investitore che guarda alla cedola, ma la prospettiva di ulteriori riduzioni dei tassi può incoraggiare chi punta invece sulla duration, vale a dire la sensibilità dei prezzi ai movimenti dei tassi, quindi lo spazio che i prezzi delle obbligazioni hanno per salire se i rendimenti scendono ancora, magari in territorio negativo. Per questo il team del Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management resta del parere che mantenere un approccio costruttivo sulla duration rappresenti la scelta migliore per gli investitori, malgrado tassi ai minimi storici.

BANCHE CENTRALI IN ALLENTAMENTO MONETARIO SINCRONIZZATO

Gli esperti di J.P. Morgan AM passano in rassegna le principali banche centrali. La Banca del Giappone ha allentato la politica monetaria e ha segnalato un possibile intervento a ottobre. Anche la Reserve Bank of Australia potrebbe ridurre i tassi dopo i deludenti dati economici. In Europa la Banca d’Inghilterra propende in parte per un intervento espansivo, mentre è probabile che anche la Banca Centrale Europea sia ancor più esplicitamente accomodante dopo il deludente andamento del settore manifatturiero soprattutto in Germania. E negli Stati Uniti la Federal Reserve dopo il taglio di settembre dovrebbe avere in cantiere un nuovo allentamento.

OPPORTUNITÀ DI REALIZZARE GUADAGNI IN CONTO CAPITALE

Inoltre, il team di J.P. Morgan AM giudica il recupero dei tassi dei T-Bond di inizio settembre una correzione di breve durata dovuta alle condizioni di ipercomprato, piuttosto che una vera e propria inversione di tendenza, e pertanto una occasione da cogliere per rientrare nel mercato. Nel resto del mondo gli investitori sono sempre più impegnati a fare i conti con i rendimenti negativi, che ormai interessano quasi il 30% del mercato obbligazionario globale, dovuti al deterioramento dei dati macro e alle dichiarazioni espansive delle Banche Centrali. Ma anche con rendimenti così bassi, la duration continua a rappresentare una componente importante dei portafogli, sia come copertura contro i rischi, soprattutto per quanto riguarda i Treasury americani, che come opportunità per realizzare un guadagno in conto capitale sulla scia della progressiva discesa dei tassi.

Obbligazioni, le mosse giuste dopo gli annunci delle banche centrali

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I RENDIMENTI CHE PUNTANO A SUD SPINGONO A PUNTARE SULLA DURATION

La domanda di attivi che forniscano un rendimento positivo, in particolare di alta qualità vista la fase del ciclo di credito in cui ci troviamo, continua a dare sostegno ai fattori tecnici, che sono molto solidi, secondo il team di J.P. Morgan AM. I fondi che investono in titoli statunitensi ed europei con rating elevato registrano flussi in entrata rispettivamente da 37 e 29 settimane consecutive. Cosa significa per gli investitori obbligazionari che fanno sempre più fatica a trovare valore in un mercato in cui i rendimenti continuano a calare e sono ormai spesso in territorio negativo? Secondo J.P. Morgan AM significa l’opportunità di sovrappesare la duration. Con le tensioni commerciali che continuano a penalizzare l’intera economia, il buonsenso consiglia infatti di non mettersi di traverso alla politica delle Banche Centrali. E fino a che l’orientamento resta espansivo, per J.P. Morgan conviene puntare su un’esposizione alla duration.