Mercati emergenti, nuovo picco per le attività degli hedge fund

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di Redazione 28 Agosto 2019 - 15:09

Gli hedge fund hanno in portafoglio un controvalore totale di 239,3 miliardi di dollari, il nuovo picco di sempre, con un incremento di 5,3 miliardi di dollari rispetto al primo trimestre di quest’anno

Secondo l’HFR Emerging Markets Hedge Fund Industry Report, un rapporto di settore pubblicato giovedì 22 agosto, le attività finanziarie dei mercati emergenti in portafoglio agli hedge fund sono salite a un nuovo massimo nel secondo trimestre di quest’anno, nonostante i tanti venti contrari a queste asset class. Nel rapporto si legge che gli hedge fund detengono un controvalore totale di 239,3 miliardi di dollari, il nuovo picco di sempre, con un incremento di 5,3 miliardi di dollari rispetto al primo trimestre di quest’anno.

HEDGE FUND, GLI EMERGENTI MEGLIO DELLA MEDIA…

In parallelo anche le performance sono state robuste: l’indice HFRI Funded Composite, il principale punto di riferimento per la performance globale degli hedge fund in tutte le strategie e regioni del mondo, ha guadagnato il 7,8% da inizio anno a fine a luglio. Si tratta del rialzo più consistente nei primi sette mesi dell’anno dal 2009 ma l’indice HFRI Emerging Markets (Total), che riflette la performance ponderata degli hedge fund specializzati sui mercati emergenti, è stata superiore e, per l’esattezza, pari al +8,6%.

…MA L’S&P 500 DI WALL STREET HA FATTO MOLTO MEGLIO

Certo, si tratta di un rendimento ben al di sotto di quello messo a segno dall’indice S&P 500 di Wall Street (+18%) ma pur sempre un ottimo risultato in soli sette mesi. Dal primo gennaio al 31 luglio, il miglior indice di strategia hedge è stato l’indice l’HFRI EM Russia / Est Europa che è salito del 15,9%.

I RISCHI RESTANO ELEVATI

Queste performance vanno peraltro contestualizzate, dal momento che, come hanno osservato gli analisti di HFRI nel report, i rischi per i mercati emergenti rimangono elevati: “Lo yuan cinese ha subito una vistosa svalutazione, gli Stati Uniti hanno abbassato i tassi di interesse e la crescita economica globale ha registrato un riallineamento tra i mercati emergenti e quelli sviluppati”. Inoltre, mentre a Hong Kong proseguono le proteste di piazza, alimentando timori per un’escalation di tensione da parte delle autorità di Pechino, in Argentina l’instabilità politica ha riportato gli asset finanziari del paese sotto pressione.

L’AZIONARIO EMERGING NON RECUPERA LE PERDITE 2018…

In questo contesto non stupisce che le performance 2019 del mercato azionario emergente, pur positive, siano state ben al di sotto di quelle dell’azionario dei paesi sviluppati. In particolare, dal primo gennaio al 31 luglio 2019, mentre l’MSCI world – rappresentativo delle Borse dei Paesi sviluppati di tutto il mondo – segnava un +16,1%, l’MSCI emerging markets non andava oltre il +7,4%. Performance che non sono riuscite a recuperare le vistose perdite (-16,6%) che questo indice aveva accusato nell’intero 2018 a fronte di un -10,4% dell’MSCI world.

… MA L’OBBLIGAZIONARIO E’ SU LIVELLI SUPERIORI A UN ANNO FA

Al contrario di quanto ha saputo invece fare l’obbligazionario emergente il cui indice di riferimento, il JPMorgan EMBI in dollari, ha messo a segno un rialzo dell’11,9% da inizio anno, cioè più del doppio rispetto all’indice JPMorgan global bond index (+4,9%) che invece replica l’andamento dei titoli governativi di Paesi sviluppati. Grazie a questa performance registrata nei primi sette mesi del 2019, il JPMorgan EMBI è riuscito a colmare l’intera perdita accumulata nel 2018 (-5,4%) portandosi su livelli più elevati di un anno fa.

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