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Idee di investimento – Azioni – 1 luglio 2019

Il mercato azionario evidenzia valutazioni in generale piuttosto tirate. Ma la zona euro rappresenta un segmento appetibile mentre dalle banche Usa e dalla mobilità sostenibile potrebbero arrivare delle gradite sorprese

1 Luglio 2019 10:02

financialounge -  azioni idee di investimento

COSA SEGNALA IL MERCATO AZIONARIO


Analizzando il mercato azionario, Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy di AllianzGI, mette subito in evidenza come, in questo ambito, le aspettative siano diverse rispetto a quelle del reddito fisso. Gli indici azionari statunitensi stazionano sui massimi storici con attese per una crescita dei profitti aziendali nei prossimi trimestri: solo così troverebbero una certa giustificazione le performance a due cifre inanellate dagli indici da inizio anno. Le valutazioni, che appaiono piuttosto tirate rispetto ai valori storici, sono motivate dal probabile taglio dei tassi a breve. “Peccato che emerga un certo scetticismo sulla crescita futura da parte degli investitori azionari. Oltre ai titoli tecnologici che attraggono una domanda strutturale, sono risultati piuttosto intonati i settori difensivi come utility e produttori alimentari, mentre hanno evidenziato andamenti meno brillanti le aree più cicliche, come commodity, auto e chimica” specifica nell’articolo Mercati, l’equilibrio instabile tra banche centrali e dati economici Stefan Rondorf, ricordando come, peraltro, chi è investito oggi in azioni sia incline ad accettare premi di valutazione elevati per i titoli di società con utili stabili e bilanci di qualità.

SORPRESE POSITIVE DALL’EUROZONA?


Cosa fare? Una tesi è quella esposta nell’articolo Investimenti, c’è vita oltre l’azionario Usa Luca Paolini di Pictet AM: dal momento che il mercato azionario degli Stati Uniti non offre grandi possibilità di rendimento, è arrivata l’ora di adattarsi a un panorama d’investimento differente. Tra le opzioni a disposizione degli investitori ci sono le azioni europee, “tradizionalmente un jolly”. Per Paolini, “nonostante le problematiche economiche della regione e il rischio di frammentazione politica, l’eurozona potrebbe fornire sorprese positive. Sarebbe sbagliato non prenderla in considerazione”. Non vanno trascurati gli investimenti alternativi: per l’esperto “gli hedge fund, alcuni mercati real estate e le commodity, in particolare l’oro, dovrebbero generare buone performance. Il private equity farà invece fatica a esprimere i rendimenti degli anni precedenti”.


EUROPA, LA FLESSIBILITÀ PAGA


Insomma, il contesto economico e di mercato invita alla prudenza, ma secondo gli esperti di Dorval AM non bisogna cedere al pessimismo: sono presenti comunque interessanti opportunità. Nei Paesi sviluppati, “politiche economiche più flessibili ed efficaci favoriscono la buona tenuta delle economie”. I consumi sono sostenuti dall’incremento del potere d’acquisto, dalla crescita salariale e dal prezzo del petrolio inferiore del 15% alla media del 2018. In Europa come si legge nell’articolo Dalla politica e dal ciclo economico dubbi sul soft landing settori come l’edilizia e i servizi legati al comparto immobiliare continuano a beneficiare di condizioni finanziarie molto favorevoli, come la potente Tltro della Bce. Insieme alla netta flessione dei tassi a lungo termine e al cambio di rotta delle politiche monetarie, questi elementi creano solide barriere contro le forze recessive, con l’Italia che non fa eccezione. In questo contesto, emergono opportunità soprattutto in alcune small e mid cap europee. Dorval AM si focalizza soprattutto sulle aree “della digitalizzazione dell’economia e della transizione energetica, nonché nell’ambito dei consumi, sostenuti dall’incremento del potere d’acquisto”.

AZIONARIO AREA EURO, VALUTAZIONI INTERESSANTI


Anche Andrew Harmstone, Managing Director di Morgan Stanley IM, che resta comunque ottimista sulla tesi di una crescita di medio termine, nell’articolo Morgan Stanley IM: “Le prospettive di crescita rimangono intatte” si schiera a favore della zona euro.
“Le valutazioni dell’azionario della zona euro sono interessanti in base al premio medio di rendimento rispetto alle obbligazioni. Inoltre, la Bce è incline ad adottare un approccio che, rispetto al passato, è molto più favorevole al sistema bancario, all’interno del quale non è da escludere un ulteriore consolidamento” spiega Andrew Harmstone. Il quale, al contrario, preferisce adottare un atteggiamento improntato alla massima prudenza nel settore tecnologico statunitense, dal momento che le valutazioni sembrano essersi portate nuovamente al di sopra della capacità reddituale.

WALL STREET, UNA SPINTA AI TITOLI BANCARI


Trasferiamoci a Wall Street dove la buona notizia per i titoli dei 18 big del credito americani è quella spiegata nell’articolo Banche Usa, via libera Fed ad alti dividendi e buyback: potranno premiare gli azionisti con buyback e dividendi più alti, grazie alla promozione anche al secondo round degli stress test della Banca centrale. In pratica, i Big bancari a stelle a strisce sono in salute, con le carte in regola per aumentare i dividendi anche oltre il 100% degli utili attesi e lanciare buyback, che di solito sono molto apprezzati dagli investitori perchè fanno salire quasi automaticamente gli utili per azione, i famosi Eps, che sono tra i numeri più guardati quando escono le trimestrali. La Federal Reserve infatti ha comunicato che le prime 18 banche attive negli States, incluse le europee Deutsche Bank e Credit Suisse, hanno superato anche il secondo round degli stress test cui vengono sottoposte a norma del Dodd-Frank Act, introdotto nel 2010 dopo la Grande Crisi per evitare il fenomeno delle banche troppo grandi per fallire, too big to fail, come Lehman Brothers, assicurando che abbiano requisiti di capitale sufficienti per affrontare tempeste finanziarie ed economiche molto violente, come una recessione profonda.

MOBILITA’ ELETTRICA, CRESCITA ESPONENZIALE


Infine, da segnalare quanto racconta nell’articolo Mobilità sostenibile: opportunità lungo la catena del valore Zehrid Osmani di Martin Currie (Legg Mason) e cioè che le migliori occasioni di investimento legate alla mobilità sostenibile si trovano in settori più “nascosti”. Accade di rado che un mercato ben consolidato subisca una trasformazione radicale nel giro di pochi anni. Sembra però proprio questo il destino dell’industria automobilistica, con i veicoli elettrici che sono avviati a diventare la norma, mentre gradualmente il motore a combustione interna verrà abbandonato. Secondo le previsioni di Zehrid Osmani, head of global long-term unconstrained di Martin Currie (affiliata Legg Mason), “da qui al 2030 il mercato dei veicoli elettrici dovrebbe espandersi a un tasso di crescita annuo cumulato superiore al 30%, spinto principalmente dalle regolamentazioni più restrittive e dalla crescita della domanda da parte dei consumatori”.