Alessandro Allegri

Non solo Btp: anche i bond societari penalizzati dallo spread

Soffrono ancora i nostri titoli di Stato, il Tesoro colloca 2,5 miliardi con rendimento in salita. Ma il sottosegretario al Lavoro della Lega, Claudio Durigon, smorza i toni: “Non siamo pericolosi, vogliamo solo cambiare questa Europa”

di Giancarlo Salemi 29 Maggio 2019 09:51

Sotto minaccia dello spread. I mercati continuano a mandare segnali precisi al governo italiano. Tutto questo in attesa della lettera da Bruxelles, attesa per il 5 giugno, nella quale verranno chiesti chiarimenti sulla gestione del nostro debito pubblico e si preannuncia anche una multa – come riportato da Bloomberg – di 3,5 miliardi di euro. Questo ha nuovamente infiammato lo spread che ha sfiorato i 290 punti base, dopo giorni di relativa tranquillità.


TESORO COLLOCA BTP, MA SEMPRE PIU’ ALTO IL RENDIMENTO


Il rendimento del Btp a dieci anni ha toccato il 2,7%, non molto lontano da quelli greci che attualmente viaggiano sul 3,4%. In pratica lo spread tra Roma e Atene, vale a dire il gap tra il differenziale Btp e Bund e obbligazioni greche è di soli 41 punti base. Un segnale che le cose non vanno proprio per il verso giusto è arrivato anche dalle nuove emissioni del Tesoro che ha collocato titoli per 2,5 miliardi a un rendimento lordo dello 0,81%. Il tasso di aggiudicazione risulta in aumento di 12 punti rispetto allo 0,691% di fine aprile, e si colloca al top da novembre scorso. Insomma per prestarci denaro gli investitori esteri, vogliono più interessi. “Abbiamo una tensione che si può circoscrivere nel breve termine, legata al risultato delle elezioni europee che non è stato così sconvolgente ma, per quanto riguarda l’Italia, mettono qualche dubbio in più agli investitori sulla stabilità del nostro governo – ci spiega Alessandro Allegri amministratore delegato di Ambrosetti am Sim - Poco cambia se lo spread è a 250 o a 290: il problema è l’attenzione generalizzata che c’è sul sistema Italia che prosegue da parecchio tempo. Lo spread sta riflettendo questa situazione, siamo lontani da situazioni potenzialmente rischiose, ad esempio quando avvenne nel 2011 con l’avvento del governo tecnico di Mario Monti, ma restiamo l’osservato speciale dei mercati e ci rimarremo purtroppo per un po’”.


NON SOLO BTP, LO SPREAD POTREBBE PENALIZZARE ANCHE I BOND SOCIETARI


Ci sono, poi, circa 57 miliardi di euro di titoli in scadenza anche per i bond societari, il grosso dei quali (circa 37 miliardi di euro) emesso da società finanziarie. Rifinanziare questo debito potrebbe comportare oneri aggiuntivi per via del rialzo proprio dello spread. A soffrire sono in particolare le obbligazioni subordinate emesse dalle banche perché al pari delle azioni questi titoli hanno risentito dei timori di un’erosione del patrimonio degli istituti derivante dal deprezzamento dei BTp, di cui le banche italiane sono importanti sottoscrittori. “I tassi governativi sono un riferimento attorno al quale vengono valutati e quotati i tassi di emissione delle aziende – prosegue Allegri - il settore che può rimanerne più invischiato è quello finanziario e bancario che può subire degli stress significativi, le banche italiane possono essere viste come un investimento più rischioso. Insomma un investitore per comprare questi titoli potrebbe pretendere tassi d’interesse più alti e questo potrebbe pesare”.

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INTANTO PER ADESSO NIENTE BTP ITALIA, EMISSIONE RINVIATA IN AUTUNNO


Un clima di difficoltà che porterebbe il Tesoro a non emettere entro l’estate anche il Btp Italia, uno strumento soprattutto per la clientela retail che fa gola perché agganciato all’inflazione e offre un premio extra per chi detiene il titolo fino alla scadenza. Sarebbe la prima volta dal 2012, da quando cioè, all’apice della crisi del debito, il ministero dell'Economia ha giocato la carta della fiducia che i titoli di Stato riscuotono presso i risparmiatori. “Credo che il rinvio – continua l’amministratore delegato di Ambrosetti Am Sim - sia legato proprio al fatto che lo scorso novembre, nel pieno braccio di ferro con la Commissione europea sulla legge di bilancio, non è andato benissimo e si è lavorato per ritardarne l’emissione. Non sappiamo anche quanto la domanda degli istituzionali abbia impattato su questa scelta e questo potrebbe essere un altro elemento che ha fatto slittare almeno temporaneamente l’emissione del Btp Italia”.

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PER LA LEGA NESSUN PROBLEMA: SIAMO CREDIBILI, LO SPREAD E’ UN ATTO CONTRO NOSTRO PAESE


Lo ha detto chiaramente Matteo Salvini, leader della Lega: “Lo spread aumenta perché c'è chi tiene sotto scacco l'Italia e vuole che resti ancorata a regole vecchie. Noi abbiamo un'economia sana. Gli italiani devono essere messi in grado di competere. Siamo tutti uguali? Non si capisce perché qualcuno debba speculare sulla pelle del Paese e degli italiani e qualcun altro debba pagarne le conseguenze". La posizione del vicepremier è condivisa da altri esponenti di via Bellerio, a partire dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon che a FinanciaLounge.com spiega: “Siamo europeisti e proprio per questo vogliamo cambiare questa Europa. Guardiamo anche all’apertura delle Borse dopo il voto: non c’è stato nessun tracollo, nessun tonfo. Gli stessi mercati hanno capito che non siamo, come dire, pericolosi. Cambiare i trattati non vuol dire non credere a un progetto europeo”. “I mercati non hanno paura delle politiche della Lega – aggiunge - il governo continuerà nella sua azione, c’è grande voglia di andare avanti con questo governo come detto da entrambi i leader e questo porterà tranquillità nei mercati. Questo spread non è naturale e non rispecchia i valori dell’Italia e sono certo che scenderà non appena i mercati vedranno che l’intenzione del governo è quella di proseguire, senza rimpasti o altri scenari, e fare gli investimenti nell’interesse del Paese”.
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