ESG, lo screening negativo è solo una faccia della medaglia

Andrea Dolsa
1 Giugno 2018 - 14:06

Focus sulle aziende e i settori best in class per trasparenza, indipendenza del board, potere conferito agli azionisti per influire sul comportamento di una società.

Continua a crescere l’interesse da parte degli investitori verso i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance aziendale). E con essi gli asset investiti sulla scia di un’offerta che si arricchisce in termini di quantità e varietà di prodotti. In Italia, in particolare, a febbraio le masse complessive ammontavano a 8,5 miliardi di euro di cui 4,1 miliardi in prodotti flessibili, 1,8 miliardi in prodotti obbligazionari e 2,6 miliardi in prodotti azionari.

CRITERI ESG INDISPENSABILI

Gli Asset Manager hanno preso atto del fatto che non basta esaminare il profilo finanziario delle aziende nelle quali si intende investire, ma che sia sempre più indispensabile introdurre anche i criteri ESG, al fine di valutare tutti gli aspetti che influiscono sia sulla profittabilità che sulla sostenibilità aziendale.

RISPETTO AMBIENTALE

Un aspetto sempre più evidente per le aziende è l’incremento della domanda di beni e servizi da parte di consumatori attenti agli aspetti ambientali e più in generale a quelli legati al mondo ESG: ciò innesca un meccanismo virtuoso a valle della filiera produttiva che premia le aziende attente a queste tematiche. Come operare la selezione delle aziende in chiave ESG?

NON BASTA LO SCREENING NEGATIVO

“È necessario un approccio attivo da parte del gestore che vada oltre l’esclusione delle aziende con basso punteggio ESG. Lo screening negativo è solo una faccia della medaglia” fa sapere Andrea Dolsa, responsabile team Gestioni Collettive di Euromobiliare AM. Lo stesso Dolsa aggiunge: “Una volta selezionate le azioni che rispondono ai requisiti ESG è auspicabile applicare ulteriori metodi che considerino le aziende e i settori best in class per trasparenza, indipendenza del board, potere conferito agli azionisti per influire sul comportamento di una società”.

APPROFONDIMENTO – VIDEO
Radar del 28 maggio 2018, l’analisi dei mercati di Paola Bianco

MIGLIORE RAPPORTO RISCHIO/RENDIMENTO

D’altra parte, l’80% degli studi analizzati conferma la relazione positiva delle pratiche sostenibili prudenti sulla performance dell’investimento: nel lungo periodo le compagnie che possono vantare un rating ESG robusto esprimono un rapporto rischio/rendimento migliore rispetto a quello dei loro competitor con un indice di profittabilità più elevato e un rischio di downgrade (declassamento del merito creditizio) più basso. Ma c’è di più. Anche l’utilizzo mirato per aree geografiche dei criteri ESG può aggiungere ulteriore valore agli investimenti in portafoglio.

OPPORTUNITA’ NEI MERCATI EMERGENTI

Si pensi alla percezione del rischio ESG che è più alta nei mercati emergenti rispetto ai mercati sviluppati. Nella pratica, tuttavia, l’applicazione delle strategie di investimento responsabile è meno diffusa proprio in corrispondenza degli investimenti nei mercati emergenti nonostante sia proprio questo il contesto in cui la gestione del rischio ESG può risultare estremamente remunerativa per quegli investitori che vogliono ridurre i rischi di portafoglio o che cercano opportunità di investimento.

APPROFONDIMENTO
Trasparenza verso l’investitore retail, premiata la capacità di comunicare in modo chiaro

L’OFFERTA EUROMOBILIARE AM

Gli investitori interessati in particolare ai prodotti che si ispirano a criteri ESG possono scegliere, all’interno della gamma Euromobiliare AM tra due comparti . Il primo, Eurofundlux Multi Smart Equity , è un azionario globale che investe con un approccio multifattoriale su un universo di aziende ESG compliant. Il secondo, Euromobiliare Science 4 Life , è invece un fondo flessibile di diritto italiano focalizzato su quattro temi di investimento: longevità, cambiamento abitudini alimentari, malattie neuro degenerative e ricerca, terapia e diagnostica oncologica.

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