Cina, l’anno del cane promette una crescita di qualità

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20 Febbraio 2018 - 13:10

Il governo è pronto a sacrificare qualche decimale di PIL per consolidare l’economia. Con la Cina in crescita del 6,5%, la scelta dei titoli rimane comunque fondamentale: l’analisi di Fidelity.

Archiviato un anno del gallo positivo, la Cina si prepara a entrare nell’anno del cane con altre prospettive di crescita, seppur diverse da quelle degli anni precedenti. Con i festeggiamenti ancora in corso (quest’anno il capodanno cinese è caduto il 16 febbraio) è tempo di fare un bilancio di un 2017 che ha già messo in luce alcuni aspetti che verranno a concretizzarsi nel 2018. Primo fra tutti l’intenzione, dichiarata dal partito in occasione del congresso dello scorso ottobre, di perseguire una crescita equilibrata e più spostata verso i consumi interni. Oppure, per dirla con le parole del numero due del Fondo monetario internazionale David Lipton, la volontà di “riparare il tetto mentre il sole splende”.

I NUMERI
Già, perché sull’economia cinese il sole continua a splendere (PIL a +6,9% nel 2017) e continuerà a farlo anche nel 2018, con una crescita prevista del 6,5% che dovrebbe proiettarsi – secondo l’FMI – anche nel 2019 con un +6,4%. Leggermente meno rispetto agli anni precedenti? Vero, ma l’obiettivo del governo cinese non è “crescere tanto” quanto “crescere meglio”, per trasformare la Cina da fabbrica del mondo a laboratorio dell’innovazione globale. E fare in modo che le minacce protezionistiche americane facciano meno paura. Un’economia in crescita rappresenta l’ambiente favorevole per i mercati azionari. Ma essendo la Cina un’economia in trasformazione, i benefici maggiori vengono colti dagli investitori in grado di selezionare le aziende meglio posizionate rispetto a queste trasformazioni.

OTTIMI RISULTATI
Un aspetto sottolineato da Raymond Ma, gestore di FF China Consumer Fund , secondo il quale l’anno del cane può rivelarsi un altro anno di ottimi risultati per le azioni cinesi. Una valutazione frutto di tre fattori: dati macroeconomici stabili, revisioni al rialzo delle stime sugli utili e valutazioni ragionevoli. Come accennato in precedenza, la Cina sta spostando l’attenzione su una crescita di qualità che, avverte Raymond Ma, potrebbe portare a una decelerazione pur restando solida, grazie alla riqualificazione dei consumi e alla crescita dei redditi.

APPROFONDIMENTO
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Ottime le prospettive per imprese cinesi, che il prossimo anno dovrebbero registrare un aumento dei profitti intorno al 15% grazie anche, sottolinea il gestore di Fidelity International, a una inflazione moderata. Per cogliere le migliori opportunità sul mercato azionario cinese, Raymond Ma spiega di adottare “un approccio bottom-up (che parte dai dati del bilancio, ndr) volto a conseguire la crescita del capitale nel lungo periodo investendo principalmente in aziende caratterizzate da solide dinamiche di espansione” attraverso la scelta di aziende dotate anche di “un solido capitale circolante, una robusta generazione di cassa e valutazioni interessanti”.

SOCIETA’ INNOVATIVE
L’attenzione di Ma è concentrata in particolare sulle società innovative, in grado di cogliere la rivoluzione dei consumi che sta interessando la Cina. Tra i settori più interessanti, il gestore dell’ FF China Consumer Fund – che nell’ultimo anno ha fatto registrare una performance di rilievo, intorno al 24% – annovera le assicurazioni vita: un segmento favorito dalla scarsa penetrazione attuale, dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente consapevolezza riguardo il risparmio a lungo termine. Tuttavia, secondo Raymond Ma l’innovazione sarà il fattore trainante del mercato cinese dei consumi per i prossimi dieci anni, grazie anche al bacino ampio di giovani ingegneri che costituiranno la base per l’evoluzione tecnologica (a costi contenuti) della Cina.

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