Edoardo Ugolini

Ugolini (Zest): "Volatilità ai minimi storici, non può durare in eterno"

Vale la pena mantenere un atteggiamento moderatamente positivo sull’azionario ma molto più flessibile e opportunistico. In attesa di volatilità e inflazione più alte.

15 Gennaio 2018 - 9:35
financialounge - news
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Le condizioni generali restano ancora favorevoli al mercato azionario. Tuttavia, come spiega in questa intervista esclusiva Edoardo Ugolini, Portfolio Manager di Zest Asset Management e gestore del fondo [tooltip-fondi codice_isin="LU0397464685"]Zest Absolute Return Var 4[/tooltip-fondi], il contesto è sempre più complesso e soltanto i professionisti saranno in grado di cogliere le opportunità. Anche perché alcune nubi sono all’orizzonte: il rialzo dei tassi, dell’inflazione e della volatilità.

Qual è la vostra attuale esposizione netta nell’azionario? Quali le ragioni di queste scelte?

"La nostra esposizione netta era a inizio anno al 2% mentre subito dopo siamo saliti al 17%. Temevamo un inizio di anno più turbolento invece abbiamo dovuto inseguire il mercato al rialzo. Il nostro atteggiamento è costruttivo sui mercati ancora per il 2018, ma con un atteggiamento opportunistico vista la mancanza di volatilità ormai da troppo tempo. Un contesto nel quale solo i gestori professionali saranno in grado di cogliere le opportunità".

Avete incrementato la posizione sulla volatilità di un punto percentuale: a quanto ammonta in totale adesso e perché l’avete aumentata?

"Si tratta di un atteggiamento contrarian: la volatilità è ai minimi storici e non crediamo che questa situazione possa durare in eterno".

Anche dicembre le scelte valutarie vi hanno penalizzato. Avete azzerato l’esposizione sul dollaro americano, ma perché continuate a mantenere l’esposizione long (rialzista) sul peso messicano?

"Il peso messicano ha subito forti deprezzamenti e per noi resta una piccola posizione in un’ottica di carry (rendimento cedolare) e diversificazione. Per il resto abbiamo chiuso tutte le nostre altre posizioni valutarie in portafoglio".

Adesso avete valutato l’ipotesi di un bear flattener della curva, e i rates: cosa significa in parole povere? E che tipo di implicazioni avrà questa ipotesi sulle vostre scelte di portafoglio in ambito obbligazionario?

"Siamo sempre stati rialzisti sui tassi (e ribassisti sui prezzi, visto che questi si muovono in direzione opposta ai tassi) dei titoli governativi. I debitori hanno bisogno di inflazione, la sostenibilità del fiscal compact (misura assai discutibile per opportunità ed efficacia) dipende dal fatto che l’inflazione salga al 2% così da gestire più facilmente i debiti senza dover alzare le tasse alle aziende e ai ricchi. Potrebbe però prevalere ancora una volta l’interesse dei creditori per cui le banche centrali ‘bloccano’ l’inflazione alzando i tassi a breve più del previsto, facendo così invertire la curva. È uno scenario possibile ma molto poco ben augurante".

A proposito di reddito fisso, avete riaperto una posizione short (ribassista) sul bund 30 anni (-2,5%): per quali ragioni?

"Proprio in attesa di una ripresa dell’inflazione".
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