Borsa di Tokyo, perché puntare su posizioni concentrate in aree high conviction

Borsa di Tokyo
19 Dicembre 2017 - 8:24

Per Columbia Threadneedle Investments nell’azionario giapponese è molto importante individuare le società con un’elevata probabilità di sovra performance.

Nell’articolo “Azionario giapponese, i cinque fattori di supporto” Toby Nangle e Maya Bhandari, Gestori Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments, hanno argomentato le ragioni in base alle quali Columbia Threadneedle Investments ha rivisto al rialzo il giudizio sulle azioni giapponesi da “favorevole” a “molto favorevole”.

I cinque fattori di supporto al mercato azionario giapponese sono: l’accelerazione degli utili societari bottom-up, le indicazioni che la riforma delle imprese in atto accresca il rendimento per gli azionisti, le aspettative economiche solide, il calo del rischio politico in seguito alla vittoria di Abe alle elezioni anticipate e l’elevata leva operativa delle imprese giapponesi in relazione al miglioramento generalizzato della congiuntura mondiale.

Daisuke Nomoto, Responsabile mercati azionari Giappone di Columbia Threadneedle Investments, aggiunge tre trend principali che, a suo giudizio, favoriranno le azioni giapponesi nel 2018 e negli anni successivi: la riforma della corporate governance, il miglioramento della produttività e la riforma del mercato del lavoro, e il mantenimento da parte delle società della loro competitività.

Relativamente a quest’ultimo punto, Daisuke Nomoto oltre a ritenere, contrariamente alla convinzione di alcuni osservatori, competitive le società giapponesi, sottolinea alcuni fattori di supporto. “Le piccole e medie imprese giapponesi rappresentano circa il 99% del numero complessivo di società, impiegano il 70% delle forze di lavoro e hanno registrato un aumento dell’età media dei loro presidenti ogni anno. Queste imprese saranno progressivamente oggetto di operazioni di acquisizione, alimentando il consolidamento del mercato, e ciò finirà per accrescere il pricing power delle società” specifica Daisuke Nomoto, ricordando come l’alto livello di brevetti e di R&S abbia supportato negli ultimi decenni l’economia del Sol Levante.

“Siamo convinti che tramite i suoi continui investimenti in tecnologie future, il Giappone dovrebbe essere in grado di mantenere la sua leadership tecnologica in settori quali la robotica, l’automazione, il gaming, i materiali speciali e gli strumenti di precisione” puntualizza Daisuke Nomoto, convinto che le compagnie giapponesi hanno molteplici possibilità di rafforzare il proprio vantaggio competitivo e incrementare la produttività operativa.

“Il rapporto ‘Future of Japan’ (Futuro del Giappone) di McKinsey sostiene che semplicemente con l’adozione delle migliori prassi a livello mondiale, l’impiego di tecnologie di prossima generazione e un’organizzazione improntata al rigore e ai risultati, le aziende giapponesi possono raggiungere almeno il 50% del loro obiettivo di produttività applicando prassi già utilizzate in altre parti del mondo” rivela per esempio Daisuke Nomoto, che poi però sostiene un approccio con posizioni concentrate in aree high conviction (radicata convinzione negli investimenti, ndr).

“È vero che si prevedono ulteriori miglioramenti del RoE (return on equity) delle aziende nipponiche nel loro complesso, ma secondo noi è molto più importante individuare le società con un’elevata probabilità di sovraperformance. Le compagnie capaci di beneficiare degli effetti positivi strutturali dell’automazione, della robotica, dell’archiviazione di dati, dei nuovi materiali avanzati e dell’outsourcing dovrebbero sovraperformare indipendentemente da cambiamenti di breve termine nel contesto macroeconomico e politico” conclude Daisuke Nomoto.