consulente finanziario

La disruption può attendere: il consulente rimane fondamentale

ITForum 2017, anche i Millenials preferiscono confrontarsi con un consulente in carne e ossa prima di decidere come investire.

23 Novembre 2017 15:56
financialounge -  consulente finanziario Emanuele Bellingeri fintech iShares ItForum MiFID II robo advisor
financialounge -  consulente finanziario Emanuele Bellingeri fintech iShares ItForum MiFID II robo advisor

Nei prossimi anni saranno le macchine a decidere come, dove e quando investire? Prima o poi, probabilmente, accadrà. Ma secondo gli esperti intervenuti nella conferenza di apertura dell’ITForum Milano, non si tratta di un futuro molto prossimo. L’opinione generale, infatti, è che l’elemento umano – e quindi il consulente finanziario – sarà ancora centrale per comprendere le esigenze del risparmiatore, per consigliarlo e anche per rassicurarlo. A patto che, dopo l’entrata in vigore della MIFID 2, il consulente stesso sia in grado di comunicare in maniera trasparente il valore aggiunto di ogni singolo servizio.

Ne è convinto, per esempio, Maurizio Riva, country manager di Intel per l’Italia, secondo il quale anche l’elemento culturale, in Italia, contribuirà a diminuire l’impatto di un certo tipo di tecnologia. E non si aspetta una “disruption” neanche Emanuele Bellingeri, responsabile iShares per l’Italia, che preferisce parlare di “evoluzione” nel mondo degli investimenti: “Cambierà la modalità di erogazione, non la tipologia di servizio. Ma mi aspetto che i costi siano trasparenti proprio grazie alla tecnologia”.

Per Andrea Pennacchia, direttore generale IWBank Private Investments, “la relazione umana verrà accelerata e ottimizzata dalla tecnologia” ma ciò rendere l’elemento umano ancora più importante “perché l'attuale contesto di overload informativo rischia di portare a scelte d’investimento infelici”. Il Forbes Live è stato condotto dal giornalista Oscar Giannino, che ha parlato della MIFID 2 come di una rivoluzione “a patto che venga applicata alla lettera” e non ha risparmiato critiche al fatto che, sui Piani individuali di risparmio, i legislatori italiani non abbiano preso esempio dalle esperienze – inizialmente difficili – degli altri paesi europei che hanno lanciato da anni strumenti simili.

Nel corso dello stesso evento Antonella Aureli, Managing Director Capital Market Lead di Accenture, ha presentato una ricerca sul FinTech, uno dei temi al centro dell’ITForum.
Dallo studio emerge che gli investimenti mondiali nel FinTech tra il 2010 e il 2016 ammontavano complessivamente a 70 miliardi di dollari con gli Stati Uniti che hanno fatto la parte del leone (43 miliardi) seguiti da Paesi asiatici (18 miliardi) ed Europa (7,8 miliardi).

In Italia sono registrate 150 realtà Fintech che hanno investito solo 50 milioni di euro, per quanto il trend sia positivo con più di tremila startup FinTech che presentano un tasso di crescita annuale del 52% negli ultimi tre anni. In Italia tuttavia la resistenza all’adozione di nuovi modelli di investimento è ancora considerevolmente alta: il 78% di baby boomers e il 70% dei millennials preferiscono discutere le proprie scelte di investimento con un consulente finanziario in carne e ossa. Non stupisce dunque che la crescita dei Roboadvisor nel nostro Paese registri un aumento dell’1% delle masse annuali a fronte di tassi di sviluppo del settore del 20%.

Nel corso della manifestazione, i visitatori dell’ITForum hanno risposto a un sondaggio relativo alle elezioni politiche italiane: per il 53% a prevalere sarà il Centrodestra, per il 27% sarà il Movimento 5Stelle e per il 20% il Centrosinistra.
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