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Oro, la resistenza a 1.300 dollari è la chiave per prevedere le future quotazioni

Ci sono diversi fattori che propendono per il superamento della resistenza del prezzo dell’oro a 1.300 dollari ma non si devono trascurare neppure quelli contrari.

27 Settembre 2017 - 8:24
financialounge - news
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La terza volta sarà quella buona? È la domanda che si pongono gli esperti del settore aurifero osservando l’evoluzione dei prezzi dell’oro che, per l’appunto, per la terza volta quest’anno testano quota 1.300 dollari l’oncia.

La prima volta era accaduto il 17 aprile quando il valore sul mercato del metallo giallo si era impennato fino a 1.297 dollari per poi ripiegare nelle settimane successive fino ad un minimo di 1.216 dollari. La seconda volta è stato il 7 giugno (1.293 dollari), ma successivamente le quotazioni erano scese fino a 1.209 dollari.

Ora siamo ancora in prossimità dei 1.300 dollari (anzi oltre, visto che ieri ha chiuso a 1.303 dollari): riuscirà il prezzo dell’oro a resistere e, magari, a innestare una marcia al rialzo?

Rispondere a questa domanda con un’affermazione consentirebbe, secondo gli specialisti di settore, di disegnare quotazioni del metallo prezioso in graduale (ma costante) rialzo per i prossimi 12 mesi perché la resistenza dei 1.300 dollari ha rappresentato finora il bivio: o la si supera in modo deciso proiettano quotazioni al rialzo oppure si rientra nel trading range degli ultimi 12 mesi (compreso tra 1.200 e 1.300 dollari).

Secondo gli esperti ci sono alcuni fattori che giocano adesso a favore di quantomeno un consolidamento delle attuali quotazioni dell’oro. In primis la funzione dell’investimento in oro di ‘copertura’ nelle fasi di turbolenza dei mercati resta immutata come dimostrato nel corso delle recenti crisi geopolitiche (scandali presidenziali in Brasile e USA e tensioni tra Nord Corea e Stati Uniti). In secondo luogo i tassi reali (al netto dell’inflazione) negli Stati Uniti e in Europa si attestano sui livelli più bassi da giugno. In terzo luogo gli indici dei mercati azionari si muovono lateralmente senza una precisa direzione offrendo alle asset class alternative (tra le quali l’oro) un maggior ruolo di stabilizzatrici nei portafogli diversificati. In quarto luogo, sembra che gli acquisti dei consumatori di India e Cina siano tornati su livelli sostenuti. In parallelo, però, non si possono nemmeno ignorare i rischi.

Secondo gli esperti del settore, sarebbe prudente riconoscere a questo punto che i rischi geopolitici, che hanno dimostrato di influire positivamente sulle quotazioni dell’oro, tendono ad essere abbastanza volatili e a rientrare anche piuttosto rapidamente. Un altro rischio che si nota è la possibilità che il dollaro (valuta nella quale è quotato l’oro sui mercati) possa recuperare, almeno nel breve termine (come sta avvenendo sulla scia del risultato elettorale in Germania), una parte del terreno perso rispetto alle principali valute: questo si tradurrebbe in una parallela correzione dei prezzi dell’oro.
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