NPL: un’opportunità per investire in modo soft nelle banche italiane

Monte dei Paschi di Siena
12 Settembre 2017 - 10:00

Sfruttare la ripresa delle banche senza correre i rischi di un investimento diretto: la ricetta di SYZ AM sui crediti deteriorati.

C’è del valore nascosto nei Non Performing Loan (NPL) del mercato italiano? Secondo Pras Jeyanandhan, senior analyst di SYZ AM, la risposta è sì. A un anno dal picco della crisi dei crediti deteriorati italiani, che in totale ammontano a circa 300 miliardi di euro, la situazione sembra essere in miglioramento. E nonostante una situazione più critica rispetto al resto d’Europa, dovuta all’unicità del suo sistema creditizio, in fondo al tunnel comincia a vedersi la luce.

Secondo lo stile di investimento contrarian che la distingue, SYZ AM ha monitorato con attenzione l’evolversi della situazione dei crediti ritenuti difficilmente esigibili dagli istituti di credito. “Abbiamo percepito che questo contesto di crisi poteva offrire opportunità di investimento contrarian – specifica Jeyanandhan – ma è stato difficile limitare il rischio al ribasso dei titoli bancari”. La grande incidenza degli NPL sui bilanci delle banche italiane, infatti, ha fatto temere l’arrivo di un’ondata di fallimenti di istituti bancari, incluso il Monte dei Paschi di Siena e ha coinvolto, in misura decisamente minore, anche il colosso Unicredit. Se gli azionisti di MPS sono stati azzerati, le azioni di Unicredit – forte di un business plan più credibile e attivi da vendere – si sono riprese.

“Abbiamo evitato di investire direttamente nelle banche, ma abbiamo trovato due opportunità molto interessanti per approfittare della ripresa correndo meno rischi: Eurocastle e Anima” commenta il senior analyst di SYZ AM. “A nostro avviso – ha proseguito Pras Jeyanandhan – la crisi dei crediti deteriorati in Italia costituiva un terreno ideale per gli acquirenti di crediti e gli agenti per il servizio del debito. Il mercato era pieno di operatori che cedevano crediti in sofferenza o deteriorati e la montagna di NPL pari a oltre EUR 300 miliardi avrebbe dovuto essere pagata ed estinta in qualche modo”.

Le opportunità intraviste in Eurocastle riguardano due elementi. Il primo è l’investimento in doBank, pari al 40% del valore netto della stessa Eurocastle, considerato da SYZ AM “nettamente sottovalutato” visto che doBank gestisce 80 miliardi di NPL. Inoltre, in seguito all’IPO dello scorso luglio, le azioni di doBank sono cresciute del 20% con la partecipazione di Eurocastle valutata in 350 milioni di euro. Il secondo elemento di opportunità riguarda la possibilità, per Eurocastle, di investire direttamente nei crediti deteriorati italiani e nel mercato immobiliare in difficoltà. In sostanza, spiega Jeyanandhan, “abbiamo ottenuto un’esposizione alla ripresa del sistema bancario senza i rischi associati con l’investimento diretto in una banca”.

Per quanto riguarda Anima, i cui prodotti di gestione patrimoniale sono distribuiti da banche partner tra cui MPS e Banca Popolare di Milano, Jeyanandhan spiega che “dopo un’attenta analisi” la conclusione è stata che “il prezzo dell’azione stava scontando ampiamente lo scenario peggiore”. “Poiché siamo stati in grado di limitare il ribasso, abbiamo investito in Anima con maggiore tranquillità – ha commentato lo strategist di SYZ AM – Nel giro di nove mesi il sentiment nei confronti di Anima è passato dal timore del verificarsi dello scenario peggiore, in base al quale il gestore avrebbe perso i suoi principali distributori, al tentativo di attribuire un prezzo alle opportunità di rialzo derivanti dalla completa penetrazione da parte di Anima delle reti dei giganti della distribuzione, ossia Poste Italiane, BAMI e un MPS ristrutturato. In seguito all’acquisizione di Aletti, la distribuzione di Anima in Italia sarà senza pari, con accesso ad oltre 4.500 filiali attive in alcune delle parti più ricche del paese”.

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