BCE

News & Views – 05 giugno 2017

News & Views Insight dalla redazione di FinanciaLounge su quello che si muove nelle economie e nei mercati.

5 Giugno 2017 09:42
financialounge -  BCE danimarca elezioni euro FBI News & Views Regno Unito Russia
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Giovedì succede di tutto
Settimana fitta di eventi politici, economici e monetari quella che inizia oggi, quando a San Jose in California Apple apre l’attesissima Worldwide Developers Conference, con l’attesa per le novità che Tim Cook dovrebbe presentare per contrastare la concorrenza di Amazon e Google. Dall’hi-tech ai dati USA, sempre oggi arrivano gli ordini all’industria e l’indice ISM dei servizi. Il giorno veramente importante però è giovedì, quando i britannici vanno a votare per rinnovare un parlamento che potrebbe vedere Theresa May senza maggioranza, con quali implicazioni per il processo di Brexit non è chiaro. Sempre giovedì ci sarà a Washington l’audizione in Senato dell’ex direttore dell’FBI James Comey, brutalmente licenziato da Trump. Sorprese sul Russia-gate sono possibili, anche se finora Wall Street è rimasta abbastanza indifferente al caso. Ma ancora giovedì c’è un piatto forte di politica monetaria, con Mario Draghi che riunisce a Tallinn il board della BCE: ovviamente nessuno si aspetta che tocchi i tassi o cambi politica, vista anche la brusca frenata dell’inflazione nell’Eurozona, ma qualunque accenno ai tempi della possibile fine del QE tra il 2018 e il 2019 potrebbe avere un impatto anche importante sul mercato, con l’Italia esposta più di altri sul fronte del debito.

Un mondo che beve sempre di meno
La notizia è di quelle contro-intuitive. Mai come in questo periodo il settore del beverage globale è stato attraversato dalla febbre delle fusioni, mentre si moltiplicano i nuovi brand, dalle birre, ai gin, alle vodke, all’inseguimento di un pubblico di bevitori sempre più esigente e sofisticato. Ma, questa è la sorpresa, si beve sempre meno, nonostante il numero crescente di giovani che raggiungono l’età in cui è consentito. Gli ultimi dati mostrano che il mercato globale dei drink alcolici si è contratto dell’1,3% l’anno scorso, una accelerazione rispetto al calo dello 0,3% nel 2015, secondo i report dell’International Wine and Spirits Research di Londra. Abbastanza sorprendente data l’economia globale in salute e la crescita del reddito in tutte le aree, che di solito si accompagna a un aumento dei consumi di alcol. Tra le cause, la IWSR cita regolazioni più severe insieme al rallentamento in alcuni grandi mercati come Russia e Brasile. A fare le spese del calo però è soprattutto la birra, che a differenza degli altri alcolici che crescono dello 0,3% cala invece dell’1,8% a livello globale, soprattutto a causa della Cina, il primo consumatore al mondo della bionda bevanda. E incredibilmente anche in USA i consumi di birra sono in calo, con le proiezioni per il 2017 che parlano di un anno peggiore del 2009, quando la contrazione fu del 2% causa l’esplosione della crisi. Forse, più che bere meno si sta iniziando a bere meglio.

Amleto si interroga: euro o non euro?
Uscire dall’euro senza esserci mai entrati? È il dilemma di cui si parla in questi giorni in Danimarca, che non a caso è la patria del problematico Amleto. Riassumiamo brevissimamente: 25 anni fa i danesi votarono contro il trattato di Maastricht, ma nel 2000 decisero comunque di agganciare la loro corona alla nuova moneta unica con un regime di cambio fisso, che dura tuttora. Praticamente non hanno l’euro, ma è come se l’avessero, solo che si chiama corona. La vicina Svezia invece fece una scelta diversa, con qualche vantaggio, e mantenne le mani libere per governare la sua propria corona indipendentemente dall’euro. Questo consentì, quando esplose la crisi del 2008, di svalutare aggressivamente e far così ripartire la sua economia meglio e più rapidamente del resto d’Europa. La storia degli ultimi 25 anni mostra che la scelta svedese ha pagato di più di quella danese in termini di crescita. E ora i danesi amleticamente si interrogano: to float or not to float? Lasciar fluttuare liberamente la corona o no? Sicuramente la Brexit ha avuto qualche ruolo nell’apertura della riflessione, e il dibattito è aperto.
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