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Il protezionismo di Trump non preoccupa l’economia cinese

Il governo della Cina guarda al consolidamento dei consumi interni della classe media emergente per disinnescare i rischi del protezionismo di Trump. Le prospettive per l’anno del Gallo (e oltre) secondo gli esperti Fidelity.

3 Febbraio 2017 09:56

financialounge -  cina classe media consumi donald Trump Fidelity International jing ning Raymond Ma
La Cina entra nell’anno del Gallo guardando alle prospettive di crescita interna, sicura che il protezionismo ventilato da Trump non inciderà sulla sua economia. Così, mentre il resto del mondo attende con una certa apprensione le prossime mosse del presidente americano, il governo cinese punta a consolidare i consumi interni per potenziare la crescita economica.

I margini, guardando alla diffusione di beni e servizi, non mancano. L’emergere di una nuova classe media, pronta a consumare di più e meglio, rappresenta il nuovo motore di un’economia che intende affrancarsi dall’etichetta di ‘laboratorio manifatturiero mondiale’. Gli esperti di Fidelity International sono convinti che l’effetto Trump non si farà sentire eccessivamente in Cina e che saranno soprattutto le politiche interne a determinare il futuro dell’economia e, di conseguenza, le opportunità per gli investitori.

“Nell’anno del Gallo – commenta Jing Ning, gestore di [tooltip-fondi codice_isin="LU0318931192"]FF China Focus[/tooltip-fondi] Fund – le autorità del Paese dovrebbero mantenere un atteggiamento favorevole alla crescita. La politica monetaria tornerà a essere più neutrale con il rialzo dell’inflazione, mentre la politica fiscale resterà molto accomodante”.

Anche le prossime riforme (piani d’incentivazione per il management e ristrutturazione lato offerta delle imprese statali), secondo Jing Ning offriranno agli investitori opportunità di lungo periodo sulle società meglio gestite, comprese quelle dei settori tradizionali come acciaio e carbone. Il consolidamento dell’economia cinese è certificato anche dagli ultimi dati del PIL (+6,8% nell’ultimo trimestre 2016, leggermente meglio delle previsioni), dall’indice PMI di gennaio (51,3 punti) e dall’incremento dell’attività non manifatturiera.

Tuttavia, gli esperti di Fidelity International sottolineano alcune criticità che il governo cinese sta affrontando. Tra queste il settore immobiliare e il debito delle imprese statali che secondo Jing Ning “sarà più difficile da gestire” anche se “è piuttosto improbabile che si verifichi una crisi di liquidità”.

Crescita dei redditi ed evoluzione dei consumi sono i fattori che, secondo l’analisi di Raymond Ma, gestore di [tooltip-fondi codice_isin="LU0594300252"]FF China Consumer Fund[/tooltip-fondi], hanno garantito la tenuta della domanda interna. Le vendite al dettaglio sono in crescita con Alibaba ha segnato un +41% di vendite su base annua nel terzo trimestre, incrementi sostenuti nel commercio di auto (+10-20% annuo) e biglietti aerei.

“Per quanto riguarda l’offerta – spiega Raymond Ma – ritengo che l’innovazione costituirà il principale fattore trainante del mercato dei consumatori cinesi nel prossimo decennio. Resto ottimista sull’outlook di crescita per l’anno del Gallo e oltre. In prospettiva le società dotate di forte know-how tecnologico e prodotti innovativi dovrebbero registrare maggiori livelli di crescita. Nel frattempo, confermo la predilezione per i settori della ‘Nuova Cina’ legati ai consumi, servizi e settori di ammodernamento nel comparto industriale”.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Fidelity International

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