Ashutosh Sinha

Mercati azionari emergenti, ecco le scelte da fare in Asia

La svalutazione delle divise asiatiche potrebbe rallentare la crescita degli utili ma alcuni Paesi, come per esempio Filippine e Indonesia, presentano ottime occasioni.

16 Gennaio 2017 10:03
financialounge -  Ashutosh Sinha Asia filippine gestione attiva indonesia mercati azionari mercati emergenti Morgan Stanley profitti aziendali selezione thailandia
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Una delle caratteristiche chiave che ha guidato gli investimenti nell’azionario Asia nel 2016 è riconducibile al miglioramento della dinamica degli utili. Dopo parecchi trimestri di profitti stabili o in contrazione, nel terzo trimestre del 2016 si è registrata una inversione di tendenza che ha fatto ben sperare. Ma ora le stime per il quarto trimestre dell’anno appena chiuso propendono nuovamente per un calo dei profitti.

Benchè tale trend sarebbe spiegato quasi totalmente dalla svalutazione delle divise asiatiche rispetto al dollaro dopo l’elezione di Donald Trump (pari a circa il 3%), sono in molti a chiedersi se ci sia da preoccupare o meno per il prossimo futuro. Secondo gli analisti la dinamica degli utili resta solida ma è possibile che le valute asiatiche si svalutino di un ulteriore tre per cento nei prossimi mesi: questo significa che l’aspetto valutario rappresenta ancora un rischio sostanziale per i rendimenti azionari asiatici.

Per gli investitori di medio lungo termine, come Ashutosh Sinha, Portfolio Manager del fondo Emerging Markets Leaders di Morgan Stanley Investment Management, resta comunque importante individuare i mercati con le migliori potenzialità.

“Ci piacciono le Filippine e l’Indonesia mentre non siamo positivi sulla Tailandia. In particolare l’andamento demografico dell’Indonesia rappresenta un fattore importante mentre il potenziale di crescita del reddito è paragonabile a quello dell’India. Forse l’Indonesia, come l’India, non riuscirà a ripetere l’exploit cinese degli ultimi 15 anni in termini di crescita, ma di certo dovrebbe essere in grado di esprimere un tasso di crescita superiore alla media dei mercati emergenti” spiega Ashutosh Sinha, che rivela di aver investito nei titoli finanziari indonesiani come Bank Central Asia, Bank Mandiri e altre banche gestite in modo efficiente, per poter sfruttare l’elevato potenziale di espansione del credito: il rapporto credito/PIL si colloca infatti nella fascia del 30%.

D’altra parte Ashutosh Sinha adotta una gestione attiva molto selettiva: basti pensare che nel suo fondo specializzato sui mercati emergenti globali investe in appena 35 compagnie. Il suo approccio, infatti, si basa sull’attenta analisi di tutto l’universo dell’azionario emergente al fine di individuare tendenze sostenibili dove, a sua avviso, la crescita dovrebbe essere costante per i prossimi 5-10 anni.

“Evitiamo di investire in attività cicliche (come, per esempio, il settore delle materie prime) dal momento che dipendono da fattori macro” sottolinea Ashutosh Sinha il cui approccio è articolato in tre step. In primis suddivide l’universo delle società investibili in aree di crescita strutturale di lungo termine. In secondo luogo cerca di isolare società di alta qualità, con management di elevato standing e propense a premiare gli azionisti: ecco perché evita le società statali. In terzo luogo seleziona le aziende con le valutazioni ritenute corrette.
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