Columbia Threadneedle Investments

Tassi obbligazionari, se il rialzo prosegue pericoli anche per gli asset rischiosi

Le mosse effettive di Trump dovrebbero incrementare le aspettative di crescita e inflazione facendo aumentare i tassi obbligazionari e calare la propensione al rischio.

19 Dicembre 2016 10:23
financialounge -  Columbia Threadneedle Investments gestione del rischio Mark Burgess mercati obbligazionari tassi di interesse
financialounge -  Columbia Threadneedle Investments gestione del rischio Mark Burgess mercati obbligazionari tassi di interesse

Sembra proprio che l'era dei ‘tassi più bassi più a lungo’ sia sempre più minacciata da tre fenomeni che stanno delineandosi in contemporanea: l'aumento della crescita, l’incremento dell'inflazione e il rialzo dei tassi d'interesse. In altre parole, il trend degli ultimi anni, pilotato dalle banche centrali delle principali aree valutarie mondiali, che ha visto i tassi obbligazionari planare sui minimi storici e scendere addirittura in territorio negativo, stia per concludersi per lasciare posto ad una normalizzazione dei tassi.

Secondo Mark Burgess, Chief Investment Officer EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments, dopo la vittoria di Trump è comunque bene non esultare troppo per le prospettive d'inflazione riviste al rialzo. L’amministrazione Trump, sulla scia del programma di politiche di bilancio espansive annunciate in campagna elettorale, tra cui considerevoli sgravi fiscali e un aumento della spesa per infrastrutture, alimenterà i potenziali effetti inflazionistici. Non a caso c’è stato un rialzo dei rendimenti obbligazionari a dimostrazione del fatto di come il mercato stia anticipando uno scenario americano con misure di politica fiscale e un aumento dell'inflazione che hanno implicazioni negative sulle obbligazioni.

“Le possibili implicazioni delle effettive decisioni dell’amministrazione Trump sono ancora in fase di studio. Tuttavia, se le politiche del neo presidente statunitense dovessero effettivamente interrompere la lunga fase rialzista dei mercati obbligazionari e innescare un'accelerazione della crescita e dell'inflazione, come sembra anticipato dai mercati, allora la dinamica dei tassi bassi più a lungo osservata negli ultimi anni sembra proprio destinata a cambiare” puntualizza Mark Burgess, secondo il quale la continua compressione dei rendimenti delle obbligazioni core (quelle degli stati e degli emittenti societari più affidabili), un fenomeno che costringe gli investitori a riversarsi sulle attività rischiose, potrebbe cessare di essere uno dei catalizzatori delle scelte di investimento.

“Se la configurazione della curva dei rendimenti obbligazionari è destinata a perdurare, la nostra strategia d'investimento comincerà a mutare” specifica Mark Burgess che, però, al tempo stesso si pone un altro interrogativo cruciale: se i tassi d'interesse dovessero aumentare sulla scia dell'accelerazione dell'inflazione, saremo in grado di farvi fronte, considerati gli elevati livelli di indebitamento del mondo sviluppato? Un interrogativo di rilievo dal momento che, per Mark Burgess, attualmente, nessun governo dei mercati sviluppati sembrerebbe nella condizione di sostenere cedole più alte.
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