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Banche Centrali, il prossimo focus deve essere fiscale e non monetario

21 Aprile 2016 12:02

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esa della riunione odierna della BCE, Keith Wade, Chief Economist & Strategist di Schroders, e Gareth Isaac, Fund Manager, Fixed Income di Schroders, sono concordi nel ritenere esaurite le opzioni alternative reali per le Banche Centrali: sono indispensabili stimoli fiscali da parte dei Governi. Come dire, in estrema sintesi, che il prossimo focus deve essere fiscale piuttosto che monetario.

“Le Banche Centrali si trovano in una posizione molto difficile. Devono comportarsi come se avessero ancora molti strumenti nella loro cassetta degli attrezzi. Ma se si legge tra le righe, stanno dicendo che sono molto vicine alla fine. C’è davvero poco altro che possono fare in termini di immissione di stimoli”, sostiene Keith Wade, secondo il quale i tassi negativi comportano diversi effetti indesiderati, soprattutto sul sistema bancario e sulla sua profittabilità al punto di risultare controproducenti.

“Di solito, quando si cade in recessione o in un periodo di bassa crescita economica, si ha un effetto duplice per cui da un lato si tagliano i tassi d’interesse e dall’altro i governi aumentano la spesa e riducono la pressione fiscale. Questo non è quello che sta succedendo ora ed è il motivo per cui si è trascinata questa lunga ripresa apatica” fa presente invece Gareth Isaac per il quale le Banche Centrali rischiano di avere soltanto due soluzioni estreme: o il cosiddetto «helicopter money» (stampare moneta da distribuire ai cittadini) oppure la monetizzazione del debito (dove un governo emette nuovo debito direttamente alla Banca Centrale, aumentando quindi la base monetaria). Ecco perché Keith Wade resta piuttosto scettico: “Nella migliore delle ipotesi possiamo sperare che in Europa allentino un po’ i vincoli, permettendo ai cosiddetti ‘stabilizzatori automatici’ di funzionare (aumento della spesa per i benefit e calo delle entrate da tasse societarie e individuali), e che non ritorni lo stesso tipo di austerità del passato”.

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