Abenomics

Tokyo, il poker che rende la Borsa ancora attraente

30 Giugno 2015 13:04
financialounge -  Abenomics Anima Sgr Banca Centrale Giappone Borsa di Tokyo buyback dividendi mercati azionari
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Da inizio anno, tra le piazze finanziarie più importanti la Borsa con la miglior performance è quella di Tokyo. Dal primo gennaio al 24 giugno scorso, l’indice Nikkei 225 vanta infatti un +25,17% in euro, davanti al +23,3% dell’Eurostoxx 50, al +13,5% dell’MSCI world e al +10,8% dell’S&P500 di Wall Street. Ma ciò che più interessa gli investitori è che le prospettive per i prossimi 12 mesi restano ampiamente positive. Grazie soprattutto a quelli che, per molti investitori e asset manager internazionali, sono considerati i quattro «pilastri».

Il primo può essere ricondotto all’Abenomics, la «rivoluzione» economica e sociale promossa dal premier Shinzo Abe che, dopo alcuni alti e bassi, sembra aver imboccato la strada della crescita stabile. In secondo luogo figura la BoJ (Bank of Japan) che, da parte sua, ha dimostrato di essere pronta a intervenire se e quando dovesse essere necessario per non far mancare la liquidità, sostenere l’Abenomics e rinforzare le spinte inflazionistiche. Gli altri due driver, invece, sono legati rispettivamente alle previsioni sugli utili e alle valutazioni del mercato azionario.

Nel primo caso si può affermare che il consensus degli analisti di Borsa ipotizza un rialzo di almeno un 15 per cento dei profitti aziendali grazie, non solo a fattori congiunturali come lo yen debole e la maggiore crescita economica, ma anche in virtù di cambiamenti strutturali nell’approccio adottato dalle imprese giapponesi. Queste ultime, infatti, stanno evidenziando uno spostamento della loro mission aziendale propendendo sempre di più verso un maggiore incremento di valore per i soci azionisti.
Tra gli elementi che dimostrano che questa è la nuova strada intrapresa dai top manager giapponesi è l’incremento dei buyback (riacquisto di azioni proprie) e l’erogazione di dividendi più generosi.

Infine, e siamo alle valutazioni, sulla base del rapporto prezzo / utili (p/e), si può affermare che, sebbene la Borsa di Tokyo e quelle europee abbiano valutazioni comparabili, se si esamina la diversa composizione settoriale si può constatare che l’equity giapponese è più conveniente in ben 8 settori sui 10 principali: soltanto l’utility e il farmaceutico risulterebbero infatti meno convenienti rispetto agli omologhi della zona euro.

Certo, la forte volatilità dei mercati scatenatasi ieri dopo la rottura dei negoziati tra Grecia e creditori, costringe a soppesare ancora di più le scelte azionarie che devono essere intraprese dai risparmiatori sempre in modo adeguato alle proprie effettive esigenze, sia in termini di percentuale che di orizzonte temporale d’investimento. Precisato questo, le condizioni di fondo della Borsa di Tokyo restano abbastanza interessanti.

“Il listino giapponese ha dimostrato di non aver risentito del nervosismo che invece si è riscontrato sulle Borse europee prima dell’acuirsi della crisi greca. Sul piano geografico, sulla spinta della liquidità disponibile grazie alla politica monetaria accomodante della BoJ e degli utili societari in espansione (la stagione degli utili è stata in linea con le aspettative del consensus), la Borsa giapponese resta tra quelle privilegiate nei portafogli dei nostri fondi azionari” sottolinea il team di gestione di Anima Sgr che poi aggiunge:“Senza contare che gioca a favore della Borsa giapponese anche il fatto che il Governo abbia avviato il percorso delle riforme per migliorare la corporate governance delle imprese. Tra l’altro, la produzione in Giappone è in crescita per il secondo trimestre consecutivo e molte società, grazie allo yen debole, hanno contribuito all’espansione delle esportazioni; i consumi e l’economia, inoltre, risultano in graduale ripresa”.
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