Anthony Smouha

Mercato obbligazionario, il giusto mix tra tasso fisso e variabile

23 Giugno 2015 15:13
financialounge -  Anthony Smouha GAM Star Credit Opportunities High Yield mercati obbligazionari
financialounge -  Anthony Smouha GAM Star Credit Opportunities High Yield mercati obbligazionari
Il mercato toro dei bond sta finendo? A questa domanda Anthony Smouha, Manager del fondo GAM Star Credit Opportunities risponde in modo affermativo ritenendo che di qui a un anno i mercati sperimenteranno tassi più alti in generale. D’altro canto, il manager è convinto che i rialzi dei tassi saranno graduali e che non si vedranno tassi molto più alti per un certo periodo.

“Ci sarà un incremento dei tassi a breve termine negli Stati Uniti a settembre o dicembre e poi la signor Yellen si metterà a osservare i dati. L’obbligazionario non ha così perso il suo appeal essendo ancora possibile ottenere rendimenti del 4, 5 o 6% su società investment grade. Questa è una prospettiva interessante per i risparmiatori che non ottengono nulla dai depositi bancari” puntualizza Anthony Smouha per il quale, infatti, ci sono ancora opportunità molto interessanti nel debito corporate e high yield. Queste includono molte obbligazioni a tasso fisso a con scadenza più lunga, o perpetua.

 

“Nelle società finanziarie è ancora presente il debito subordinato vecchio stile che offre rendimenti superiori al 6% per emittenti come Lloyds Bank. Nel debito delle società non finanziarie possiamo evidenziare il debito senior della grande catena di supermercati britannica Tesco. Nonostante le sfide affrontate di recente, il debito è ancora prossimo all’investment grade e i suoi bond a lungo termine denominati in euro rendono circa il 5,5%. In secondo luogo si può guardare alle obbligazioni a tasso variabile. Quelle di BNP Fortis perpetue pagano sopra l’Euribor a 3 mesi più il 2% e scambiano ancora all’80%. C’è anche la possibilità che in futuro BNP vorrà effettuare un buy back su queste emissioni, fatto che potrebbe portare a prezzi più alti” rivela Anthony Smouha. Secondo il manager è importante inoltre ricordare che i rendimenti del mercato obbligazionario governativo sono talmente bassi che piccole oscillazioni dei rendimenti possono portare a grandi variazioni di prezzo.

 

“Perciò possiamo continuare ad aspettarci volatilità nei rendimenti dei bond governativi. Dove i rendimenti sono superiori, al 5% o anche di più, un cambiamento dello 0,5% nel rendimento è meno significativo e risulterà di conseguenza in movimenti più ridotti nel prezzo. Per questo noi crediamo che una strategia specializzata e focalizzata sia il miglior modo per ottenere buoni rendimenti nella seconda metà di questo 2015. La pressione normativa sta rendendo più sicure le società del settore finanziario, e questa è una cosa buona, specie se si possiede il debito subordinato più vecchio. Le obbligazioni a tasso fisso con cedola elevata forniscono un buon cuscinetto di protezione per far fronte ai tassi in aumento” sostiene Anthony Smouha che, però avverte: “Tuttavia, per avere un certo equilibrio, ci sono forti ragioni per possedere obbligazioni a tasso variabile, alcune delle quali vedono il loro rendimento ricalcolato ogni 3 o 5 mesi sulla base dei tassi a breve termine, e altre, che, invece, lo sono sui tassi a 10 anni. All’aumento dei tassi, queste obbligazioni avranno maggiori interessi per il re-fixing e ciò può portare ugualmente a prezzi maggiori: esempi in tal senso includono le grandi compagnie assicurative come Aegon e AXA”.
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