Fondi obbligazionari

Reddito fisso, focus su debito emergente e high yield

14 Maggio 2015 10:05
financialounge -  Fondi obbligazionari High Yield mercati emergenti
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Il debito emergente in dollari USA e i titoli europei high yield. Sono queste le due asset class preferite dalla Pictet Asset Management Strategy Unit (PSU), il gruppo di investimento responsabile delle linee guida di asset allocation in ambito azionario e obbligazionario, nonché in materia di valute e di commodity.
Secondo gli esperti della PSU, infatti, i continui stimoli monetari delle banche centrali di tutto il mondo dovrebbero favorire in modo particolare le aree del reddito fisso che presentano valutazioni prossime o inferiori al fair value (valore intrinseco stimato del titolo) che continuano a farsi preferire ai rendimenti governativi sempre depressi.
“I nostri modelli suggeriscono che le quotazioni del debito emergente in dollari USA sono nettamene in contrasto con le credenziali degli emittenti sovrani. A eccezione di Ucraina e Venezuela, nulla indica che gli emittenti sovrani abbiano maggiori difficoltà a ripagare il debito in valuta estera anche se la crescita delle aree in via di sviluppo resta fiacca” fa notare la PSU i cui calcoli rivelano che il differenziale di rendimento aggregato del mercato si colloca a una deviazione standard al di sopra di quello che si considera il fair value. L’asset class dovrebbe peraltro godere delle dinamiche di domanda e offerta.
I dati monitorati dalla PSU mostrano che il debito emergente in dollari ha attirato circa l’80% degli investimenti sui mercati in via di sviluppo da inizio anno. Inoltre, il volume delle emissioni di bond sovrani sulle piazze emergenti è stato messo in ombra dalla quantità di cash che gli investitori hanno ricevuto dai rimborsi obbligazionari e dal pagamento delle cedole. Sul debito emergente in valuta locale la PSU mantiene un posizionamento neutrale.
Anche se l’asset class sarà probabilmente sostenuta all’allentamento del la politica monetaria in diversi Paesi emergenti, le previsioni sulle valute di tali aree non sono ancora chiare. Per qualche tempo la flessione dei tassi di interesse, la scarsa domanda di commodity e la decelerazione della Cina peseranno sulla crescita delle aree in via di sviluppo, mettendo sotto pressione molte divise.
“Sottopesiamo pertanto renminbi cinese, peso colombiano e fiorino ungherese. Manteniamo il sovrappeso dei titoli high yield europei, che a nostro avviso sono i primi beneficiari del programma di QE della BCE. Inoltre, grazie alle migliori condizioni economiche della regione, le società non investment grade non dovrebbero avere grosse difficoltà nel pagare gli interessi e a restituire i debiti. Di conseguenza, i tassi di default rimarranno ben al di sotto della media di lungo periodo: in tale contesto appare interessante lo spread offerto dall’asset class rispetto ai Bund (150 punti base), superiore a quello dell’estate 2014” specificano infine gli esperti della PSU.
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