Ben Williams

I quattro fattori di supporto al listino di Tokyo

10 Marzo 2015 10:00

financialounge -  Ben Williams giappone mercati azionari settore finanziario tokyo
aspettiamo che il trend di forte slancio degli utili societari in Giappone continui in virtù anche di quattro fattori favorevoli” ha dichiarato Ben Williams, Investment Director di GAM e gestore dei fondi GAM Star Japan Equity e GAM Star Asia-Pacific Equity che subito dopo ha spiegato: “In primis, gioca a favore la debolezza dello yen: durante l’ultima stagione delle trimestrali, lo yen ha viaggiato in media a quota 109 rispetto al dollaro americano, mentre adesso è a 120. In secondo luogo, i prezzi più bassi di petrolio e commodity: essendo il Giappone un gigantesco importatore netto di energia e materie prime, queste riduzioni nel conto delle importazioni dovrebbero far crescere il PIL per il prossimo anno di uno o due punti percentuali. Terzo fattore favorevole è il calo delle imposte per le imprese: il taglio di tre punti percentuali del livello di questa tassazione dovrebbe far crescere gli utili per azione del 3,5%. Il quarto elemento di cui beneficia la Borsa di Tokyo è l’impatto ridotto dell’aumento delle imposte sul consumo: l’innalzamento dello scorso anno ha portato a un sovraccarico iniziale della domanda, causando un calo dei consumi subito dopo il rialzo. Per l’anno che verrà, le comparazioni anno su anno saranno molto più facili”.
Quattro pilastri che dovrebbero sostenere il listino azionario del Sol Levante che, al momento, risulta peraltro il più conveniente tra quelli industrializzati. Per esempio, in base al rapporto prezzo / utili (p/e), mentre l’indice S&P 500 di Wall Street viaggia al di sopra di quota 17, e l’indice MSCI Europe e il FTSE 100 a circa 15,5, l’indice azionario del Giappone si colloca poco al di sopra di quota 14 (dati al 17 febbraio).
“Per molti anni, il listino azionario nipponico è stato molto costoso rispetto agli altri mercati globali; oggi è però chiaramente il mercato azionario sviluppato più conveniente. Interessante è poi notare come, su basi comparabili, cioè adattando i numeri secondo le diverse metodologie contabili, le società giapponesi siano ancora più convenienti” ha aggiunto Ben Williams il cui riferimento è al fatto che le imprese nipponiche ammortizzano i costi di avviamento d’azienda e previdenziali, cosa che le loro omologhe occidentali non fanno, avendo al contempo maggiore liquidità nei loro bilanci.
“Per fare un esempio, Toyota spende tutto il capitale disponibile per investimenti in ricerca e sviluppo in un anno, mentre i produttori di automobili europei capitalizzano ogni anno circa il 30% del loro R&D a bilancio. Questo ha un impatto positivo sui loro margini operativi rispetto ai concorrenti giapponesi. Un altro caso è quello di Hitachi, che ha annunciato di voler adottare i princìpi contabili internazionali IFRS. Secondo un’analisi questa mossa potrebbe aumentare del 20% i suoi utili per azione, fatto che mostra ancora una volta quanto siano in realtà ancora più convenienti le azioni giapponesi” ha argomentato Ben Williams che ha concluso specificando le ragioni in base alle quali sta attualmente sovrappesando in maniera selettiva il settore finanziario: “Il rovescio della medaglia delle performance migliori dell’indice offerte dai titoli difensivi con una bassa crescita degli utili è la sottoperformance, tra gli altri, dei titoli finanziari. Per esempio, Orix, una società che fornisce servizi finanziari non bancari, gode di una crescita degli utili superiore del 5% rispetto al mercato ma, rispetto all’indice azionario, lo scorso hanno ha segnato meno 25%. Lo stesso andamento si è visto per Sumitomo Mitsui Financial Group (SMFG), che sta scambiando a un prezzo di circa 8x gli utili. Nel fondo GAM Star Japan Equity abbiamo una ragguardevole esposizione sui titoli finanziari: questo perché ci piace la stabilità degli utili in questo settore, mentre la domanda di servizi finanziari dovrebbe rimanere alta. Contiamo di vedere una rivalutazione dei titoli finanziari una volta che si diraderanno le attuali preoccupazioni degli investitori sul calo dei margini di interesse netti. Abbiamo assistito a una situazione simile pochi anni fa nel settore delle telecomunicazioni, quando i timori sugli utili delle società di quel ramo hanno causato la sottoperformance di titoli come NTT Docomo. Azienda che ha poi conosciuto un andamento nettamente superiore rispetto al mercato, una volta che tali preoccupazioni sono sparite”.

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