Andrew Belshaw

Obbligazionario, perchè la flessibilità è l’approccio consigliato

4 Marzo 2015 10:40
financialounge -  Andrew Belshaw disinflazione Fondi obbligazionari Global Investment Study
financialounge -  Andrew Belshaw disinflazione Fondi obbligazionari Global Investment Study
“C’è ancora valore nel settore obbligazionario ma occorre saper selezionare le asset class e gli emittenti e, inoltre, soppesare i rischi che ogni scelta comporta. In quest’ottica, in questa fase sovrappesiamo sia i corporate bond euro Investment grade (IG) che gli high yield e privilegiamo la parte lunga della curva dei tassi della zona euro” ha sintetizzato nella suo intervento alla stampa in occasione della presentazione del Global Investment Study agli investitori qualificati a Milano Andrew Belshaw, Head of Investments, Western Asset (gruppo Legg Mason).
Le conclusioni del manager sono frutto di una view sui trend di mercato relativi alla crescita economica e all’inflazione. “La crescita globale è graduale ma ridotta rispetto ai ritmi degli ultimi decenni. Persiste un contesto di bassa inflazione mentre le decisioni della BCE, con l’annuncio del QE, potrebbero facilitare un recupero della zona euro nel corso dell’anno. Guardando al di fuori del Vecchio Continente, negli Stati Uniti la Fed dovrebbe alzare i tassi gradualmente nel secondo semestre mentre le autorità giapponesi dovrebbero proseguire nel tentativo di rilancio dell’economia nipponica. Per quanto riguarda invece la Cina il rallentamento in atto è controllato e gestibile mentre i mercati emergenti devono affrontare un ambiente più impegnativo, ma continuano a produrre crescita” ha riepilogato Andrew Belshaw per il quale se è vero che la crescita globale continua a muoversi al di sotto del suo potenziale, è altrettanto vero che mostra una tendenza stabile mentre la dinamica dei Paesi emergenti è più solida e, soprattutto, sempre più importante in termini di peso specifico.
Per Andrew Belshaw i prezzi al consumo evidenziano che è in atto una vera e propria disinflazione globale con il costo della vita che mostra una convergenza tra i livelli nei paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo ma restando sempre in un contesto nel quale la politica della Banca Centrale rimane accomodante.
“L’andamento dell’inflazione è particolarmente importante negli Stati Uniti” ha precisato Andrew Belshaw che ha poi aggiunto: “Rappresenta l’elemento chiave che può decidere la politica monetaria Usa. Da un lato l’aumento dei salari dei lavoratori e l’accelerazione della crescita spingono per un incremento dell’inflazione mentre dall’altro il dollaro forte, i bassi prezzi del petrolio e dell’energia e una crescita economica globale moderata, fungono da freno ai prezzi al consumo: uno scenario nel quale la Fed deve stare molto attenta al timing del rialzo dei tassi”.
Si tratta pertanto di un contesto che conferma quanto accaduto in questi ultimi anni sui mercati obbligazionari: il reddito fisso resta un’asset class interessante ma non priva di rischi. Ecco perché è indispensabile ricorrere agli strumenti idonei a cogliere le opportunità e, al contempo, in grado di rispondere alle aspettative di "income" degli investitori. Tra le soluzione che hanno saputo dimostrare di saper soddisfare in modo efficiente queste condizioni spiccano le strategie obbligazionarie flessibili di tipo "unconstrained", senza cioè vincoli di benchmarck, che hanno le migliori credenziali per affrontare un contesto che si annuncia caratterizzato da una maggiore volatilità e dalla possibilità di un rialzo dei tassi, nel prossimo futuro. Grazie alla loro flessibilità e all’essere svincolate dalle gabbie tipiche dei benchmark, queste strategie sono nelle condizioni di catturare le diverse opportunità nel medio - lungo periodo senza trascurare l’indispensabile attenta gestione del rischio.
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