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Perché puntare sui corporate bond dei paesi emergenti

27 Ottobre 2014 - 13:30
financialounge - news
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Un’asset class obbligazionaria che, con oltre 1.500 miliardi di capitalizzazione complessiva non può certo essere definita di nicchia. La presenza, all’interno di essa, di emittenti con brand riconosciuti in tutto il mondo. Una vasta quota di titoli con rating investment grade caratterizzati da una percentuale di retrocessione del livello di credito comparabile a quella dei mercati sviluppati. E, per ultimo ma non certo per importanza, un rendimento più alto dei bond concorrenti americani ed europei.

Quello appena descritto è l’identikit tracciato da Denis Girault, Head of Emerging Markets bonds di Union Bancaire Privée (UBP) sulle obbligazioni corporate dei Mercati Emergenti, un segmento del reddito fisso che offre un profilo rischio/rendimento particolarmente interessante per gli investitori che puntano a un rendimento extra nel fixed income.

“Con una capitalizzazione di mercato attorno ai 1.500 miliardi di dollari, pari a circa 4 volte quella del mercato high yield dell’Eurozona, i bond corporate emerging markets non possono essere un’asset class di nicchia. In più, oltre ad alcuni player locali che dovrebbero trarre vantaggio dal potenziale di crescita extra offerto dai Paesi Emergenti rispetto alle economie avanzate, tra le imprese dei Mercati Emergenti ci sono anche alcune delle più grandi multinazionali globali: gli investitori possono quindi accedere a nomi come Hyundai in Corea del Sud, Tata in India o Codelco in Cile” sottolinea Denis Girault che poi passa a focalizzarsi su un altro aspetto importante: il rating. “Oltre il 70% delle emissioni corporate dei Mercati Emergenti, denominate in dollari o in euro, sono investment grade. Tali emissioni offrono un rischio di credito analogo a quello offerto dai bond investment grade europei e statunitensi. Infatti, è importante notare che le agenzie di rating mirano a valutare il rischio di credito nello stesso modo, a prescindere dalla provenienza geografica dell'emittente. Di conseguenza, storicamente, emittenti dei Mercati Emergenti con rating BBB hanno rischiato di subire un downgrade a BB, allo stesso modo dei loro competitor dei mercati sviluppati. Gli investitori, quindi, piuttosto che preoccuparsi eccessivamente della domiciliazione dell’emittente, dovrebbero invece assicurarsi di essere ben compensati per i rischi che andranno a correre”.

Alla luce di ciò, quindi, gli emittenti corporate investment grade dei Mercati Emergenti paiono attraenti in confronto a quelli europei e USA. Stando poi agli indici di Bank of America Merrill Lynch, i rendimenti degli emittenti corporate dei Mercati Emergenti con rating BBB sono più elevati (4,53% al 15/10/2014) rispetto a quelli degli emittenti statunitensi ed europei (rispettivamente il 3,36% e l’1,81%), con una duration simile (5,5).
“Dato che la correlazione tra queste tre asset class rimane ben al di sotto di 1, crediamo che aggiungere obbligazioni corporate investment grade dei Mercati Emergenti a un portafoglio fixed income tradizionale dovrebbe essere vantaggioso per gli investitori nel corso del tempo, in quanto ciò offre dei benefici in termini di diversificazione e un potenziale di rendimento extra, con un rischio di credito simile” sostiene Denis Girault. Il manager tiene tuttavia a specificare che, come nei mercati del credito delle economie sviluppate, anche nei Mercati Emergenti possono permanere rischi idiosincratici specifici. “Investire in corporate bond investment grade dei Mercati Emergenti richiede un’approfondita ricerca bottom up, nonché la capacità di investire in un gran numero di emittenti per mitigare tale rischio. A nostro avviso, gli investitori che vogliono aggiungere obbligazioni corporate dei Mercati Emergenti nel proprio portafoglio, dovrebbero farlo tramite fondi comuni di investimento ben diversificati, gestiti da un team con un’esperienza comprovata” precisa infatti Denis Girault.
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