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Quindici giorni di fuoco per i BTP

16 Settembre 2014 09:40
financialounge -  asset quality review BTP Chiara Bellon italia referendum stress test titoli di stato
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I prossimi 15 giorni potrebbero essere molto difficili per i titoli di stato italiani. Le loro quotazioni potrebbero infatti subire contraccolpi a seguito del fuoco incrociato di due fattori negativi: il referendum in Scozia e le grandi manovre della banche (in particolare, ma non solo, quelle italiane) in vista dell’AQR (Asset Quality Review) e degli stress test della BCE.

Iniziamo dalla consultazione scozzese. Come abbiamo avuto modo di spiegare nell’articolo “Perché Spagna (e Italia) tifano per il NO in Scozia”, l’eventuale vittoria del SI, ovvero dell’indipendenza della Scozia dal Regno Unito il prossimo 18 settembre, potrebbe innescare alta volatilità sui mercati finanziari con pesanti ripercussioni anche sui titoli governativi spagnoli e italiani.

Per quanto riguarda invece gli esami da parte della BCE sullo stato di salute degli istituti di credito europei, che dovrebbero essere resi noti il 17 o il 24 ottobre, fervono le attività affinchè le banche del Vecchio Continente si facciano trovare in ordine alla verifica. E tra le operazioni più facili da adottare e, al contempo, efficaci per alzare il CET (Common Equity Ratio) 1, cioè il rapporto tra CET 1 (rappresentato principalmente dal capitale ordinario versato) e la attività ponderate per il rischio, figura la vendita di titoli di stato della zona euro.

Molte banche hanno infatti in portafoglio titoli governativi italiani e spagnoli acquistati nei mesi e negli anni scorsi che, qualora fossero venduti, permetterebbero di contabilizzare ingenti plusvalenze che a loro volta si tradurrebbero in significativi aumenti del patrimonio netto tangibile della banca.

Ma, per beneficiare di queste dismissioni, i titoli devono essere venduti sul mercato entro il 30 settembre, data ultima per poter essere considerate nel computo della BCE relativo a tutte le operazioni di rafforzamento del capitale. Ne deriva, quindi, che fino alla fine di settembre le correnti di vendita sui titoli di stato italiani (e sui BTP in particolare) potrebbero essere piuttosto sostenute e comportare perdite di valore.

“Nei giorni successivi all’ultima riunione della BCE il mercato obbligazionario europeo è stato caratterizzato da un aumento della volatilità e, in generale, degli spread contro i titoli tedeschi. Le motivazioni sono molteplici, incluso l’imminente referendum pro-indipendenza in Scozia, a cui si sono aggiunte nuove pesanti emissioni su titoli a lunga scadenza da parte di alcuni paesi dell’Area Euro, Italia inclusa. Va ricordato che le posizioni dei maggiori operatori sul mercato rispetto ai titoli obbligazionari italiani (e periferici in generale) sono già molto consistenti e per accogliere le nuove emissioni in arrivo si è fatto spazio prendendo profitto dalle posizioni esistenti. A nostro avviso si tratta di una situazione di instabilità temporanea sugli spread italiani e spagnoli, che torneranno a stringersi una volta che il referendum Scozzese e lo stress test della BCE saranno eventi superati. Conviene quindi continuare a detenere i titoli che già si possiedono e maturare la cedola che a lungo termine compensa dalla volatilità a breve sui mercati” tiene a precisare Chiara Bellon, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel.
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