Risparmio, quanto ci costa posticipare le decisioni

Carlo Benetti
12 Settembre 2014 - 11:10

È difficile determinare con esattezza il costo relativo alle scelte rimandate nel tempo. Ma alcuni esempi dimostrano di quanto profondo sia l’impatto in termini economici. Si stima, per esempio, che il costo medio per famiglia americana per non aver sfruttato la possibilità, riservata a un quinto di esse, di poter rifinanziare i mutui in questi ultimi anni di continui ribassi dei tassi di interesse sia stato pari a circa 11.500 dollari pari a un totale di circa 5,4 miliardi di dollari.

Secondo gli economisti, non si tratta soltanto di un problema dovuto alla pigrizia quanto piuttosto alla memoria: ogni volta che decidiamo di rinviare una decisione o di intraprendere un’azione, è molto alta la probabilità di dimenticarsene in seguito. Un atteggiamento che può avere gravi conseguenze per l’economia ma anche per la finanza di ogni famiglia. Un promemoria tempestivo può aiutare. I ricercatori scientifici hanno scoperto che quando si applicano allarmi elettronici (per esempio anche semplici e-mail) sui pazienti con diabete e malattie coronariche, è possibile migliorarne la salute. Peccato che quando la situazione non è pericolosa per la vita, tutto diventa più complicato.

Esiste la speranza che le applicazioni sempre più sofisticate possano notificare in tempo reale le analisi dei dati per spingere gli utenti verso più approcci più intelligenti di risparmio, di spesa e di investimento. Per ora, però, le applicazioni si limitano solo a ricordare alle persone le date di scadenza per le bollette scadute. Ci sono almeno due modi per evitare il rinvio delle decisioni.

Uno è quello di fare il maggior numero possibile di attività in automatico. Per esempio, molti piani di pensione integrativa aumentano i tassi di risparmio o riequilibrano gli investimenti in portafoglio in modo programmato. Allo stesso modo è possibile creare dei prelievi automatici dalle buste paga per alimentare conti di risparmio o per investimenti a rate (PAC). In altri casi, tuttavia, gli automatismi si scontrano con ostacoli quasi insormontabili: i proprietari di abitazione che hanno acceso un mutuo potrebbero restare in attesa per molto tempo prima che le banche rifinanzino automaticamente i loro mutui a tassi più bassi.
Un’altra strategia anti-procrastinazione infallibile consiste nel fare ogni commissione subito, cioè esattamente alla data esatta: peccato che quasi nessuno riesce a metterla in pratica.

“La vecchia frase di Benjamin Franklin «il tempo è denaro» è divenuta (nel tempo!) proverbiale e sempre più vera. Non solo perché «gli interessi corrono anche di notte» come ricordano le banche ma perché il tempo è spesso un fattore chiave nelle decisioni di investimento. E’ infatti cruciale pensare tempestivamente ai propri piani pensionistici per non ritrovarsi nei guai quando sarà troppo tardi, è decisivo ricordare che il livello storicamente basso dei tassi di rendimento rende antieconomico mantenere giacenze eccessive nei conti correnti, è importante valutare il momento di acquisto di un titolo o di uno strumento finanziario. E non fa male ricordare che va esercitata prudenza in tempi di euforia e bisogna essere capaci di coraggio nel tempo della paura: il momento migliore per acquistare una società, dice Warren Buffet, è quando attraversa qualche difficoltà” commenta Carlo Benetti, Head of Market Research & Business Innovation di Swiss & Global.

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