BlackRock

Preferire le asset class che fungono da air bag alla volatilità

23 Luglio 2014 - 12:05
financialounge - news
financialounge - news
È difficile prevedere cosa potrebbe innescare un altro sell-off (vendita indiscriminata di titoli sul mercato senza vincoli di prezzo) sui mercati.
Ma, come dice un vecchio proverbio, "per sperare nel meglio, prepararsi al peggio": per gli investitori, significa puntare sulle asset class e le regioni che offrono un valore relativo, e che possono contribuire a mitigare l'impatto di una correzione del mercato.

È questa la raccomandazione che Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock, che emerge dal suo commento ai mercati e che prende spunto dai contraccolpi derivanti dall’abbattimento giovedì scorso dell’aereo malese ai confini tra Russia e Ucraina.

“Nonostante le forti oscillazioni del mercato la scorsa settimana, in particolare nella giornata di giovedi, la volatilità è ancora molto bassa rispetto agli standard storici. Questo ci suggerisce che mentre le azioni possono muoversi verso l'alto, gli ulteriori guadagni sono esposti a una maggiore volatilità” afferma Russ Koesterich che poi aggiunge:
“Il sell-off di giovedi 17 luglio è stato significativo in questo senso: era la prima volta dal 16 aprile, quindi tre mesi, che l'S&P 500 registrava una variazione giornaliera superiore al punto percentuale, evento che non accadeva dal 1995. Sebbene il picco di volatilità sia stato di breve durata, è stata la prima volta da aprile che gli investitori sono stati scossi dalle oscillazioni del mercato. Tuttavia, anche al suo apice di giovedi, la volatilità dei mercati azionari, misurata in base all'indice VIX, ha raggiunto solo quota 15, ovvero il 25% circa al di sotto della media di lungo periodo”.

L’attuale bassa volatilità evidenzia che gli investitori non vengono eccessivamente influenzati da tali accadimenti e non tengono pertanto conto delle possibili ulteriori notizie negative.

“Il rischio geopolitico è chiaramente in aumento. La tragedia della scorsa settimana in Ucraina ha dimostrato che i disordini nella parte orientale del paese sono tutt'altro che finiti. Nel frattempo, stiamo assistendo alla continua frammentazione dell'Iraq ed ad una vera e propria guerra di terra tra Israele e Hamas a Gaza” evidenzia Russ Koesterich che suggerisce agli investitori di essere più consapevoli delle condizioni dei mercati del credito.

“Uno dei principali motivi di volatilità è stato depotenziato grazie alla politica monetaria insolitamente accomodante della Federal Reserve e di un ciclo del credito molto espansiva. Se la Fed alzasse i tassi di interesse prima del previsto e promuovesse un regime di tassi più restrittivo, ciò sarebbe probabilmente associato ad un ulteriore aumento della volatilità” sottolinea Russ Koesterich.

Anche una modesta ripresa della volatilità influenzerà il contesto di mercato meno tranquillo degli ultimi mesi.
“In quest’ottica continuiamo a suggerire agli investitori asset class che fungano da air bag rispetto all’aumento della volatilità, e titoli con valutazioni meno tirate. In particolare, suggeriamo un mix azionario orientato verso le large cap statunitensi, in particolare quelle nel settore dell'energia e della "vecchia tecnologia", evitando in particolare i nomi noti dei social media” raccomanda Russ Koesterich.

La settimana scorsa è stato un buon banco di prova per l’approccio consigliato da Russ Koesterich. Le large cap sono riuscite a recuperare le loro perdite, mentre le small cap, il cui rapporto prezzo-utili (p/e) è quasi doppio rispetto a quello delle società di grandi dimensioni, hanno concluso la settimana a livelli inferiori.
Inoltre, i settori più speculativi che sembrano ancora più costosi, come il biotech, hanno sofferto di più. I movimenti della scorsa settimana confermano la raccomandazione di Russ Koesterich ad una minore esposizione verso la grande distribuzione e verso le società di beni voluttuari, anch’essi costosi, dal momento che scambiano a quasi un premio del 25% rispetto alla media dell’intero mercato.

Le vendite al dettaglio hanno peraltro deluso ancora una volta nel mese di giugno: le vendite da inizio anno segnano solo un +3,5% medio, che si confrontano con il +4,2% dello scorso anno e al più del 5% del 2012.

“Infine, ma non meno importante, continuiamo a sostenere una diversificazione a livello internazionale, in particolare in Asia. Il recente miglioramento dei dati economici cinesi ha provocato l'inizio di una rotazione verso i mercati emergenti (EMS): la scorsa settimana è stata la sesta consecutiva che ha registrato afflussi verso gli emerging markets, il che suggerisce che il sentiment degli investitori verso questa asset class sta cominciando a girare a loro favore” conclude Russ Koesterich.
Trending