Antonio Bottillo

Tutte le implicazioni dello shale gas USA

19 Febbraio 2014 09:30

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nostro modello multi-affiliate, la diversificazione in termini di strategie e metodologie di investimento, nonché il nostro approccio distintivo alla costruzione di portafoglio, può aiutare gli investitori ad affrontare i principali cambiamenti e innovazioni che stanno attraversando la nostra società” ha dichiarato Antonio Bottillo, Amministratore Delegato per l’Italia di Natixis Global AM per il quale lo shale gas sta trasformando l’economia americana, anche se è difficile dire quale possa essere la prossima rivoluzione.

"Ciò che possiamo fare da investitori è costruire portafogli ben strutturati che siano in grado di affrontare gli scenari futuri navigando attraverso diversi contesti di mercato” aggiunge Antonio Bottillo presentando l’approfondimento sul tema shale gas da parte di alcuni esperti del gruppo Natixis Global Asset Management nei campi della ricerca nel settore degli investimenti immobiliari e degli investimenti obbligazionari.

Michael Acton, Research Director AEW Capital Management, per esempio, sottolinea come, nel breve termine, questa maggiore disponibilità energetica negli Stati Uniti stimolerà le attività commerciali, soprattutto nel settore immobiliare, aumentando le opportunità di investimento per l'economia statunitense.

"L’aumento dell’offerta di combustibile sta già determinando il rientro delle attività manifatturiere all’interno del territorio statunitense, un fenomeno che viene chiamato "on-shoring". Molti impianti di produzione che erano stati trasferiti all'estero per beneficiare del basso costo della manodopera sono stati riportati nel paese per utilizzare un’abbondante quantità di energia a prezzo più contenuto” afferma Michael Acton. Inoltre, sarà necessario sviluppare una maggiore capacità di immagazzinamento dell’energia prodotta.

"Attualmente, in molte parti del paese vi è carenza di capacità di stoccaggio del gas naturale. Il gas viene letteralmente bruciato alla fonte perché non si sa dove immagazzinarlo, quindi nei prossimi anni gli oleodotti e la capacità di stoccaggio dovranno aumentare. Anche le infrastrutture portuali saranno potenziate, in modo da poter esportare fonti energetiche in Europa, ed eventualmente anche nella regione dell’Asia-Pacifico" precisa Michael Acton per il quale la necessità di un maggior numero di strutture di immagazzinamento è destinata ad aumentare. Inoltre, il boom energetico creerà più posti di lavoro per posizioni impiegatizie, specialmente per occupazioni connesse alla tecnologia nel settore energetico.

Philippe Waechter, Chief Economist Natixis Asset Management, invece, non è convinto che la cosiddetta “shale revolution” determinerà una trasformazione dell'economia globale sebbene porti con sé importanti implicazioni per la crescita economica del Nord America. Ad ogni modo, Philippe Waechter riconosce alla “shale revolution” il merito di aver aiutato i paesi occidentali ad evitare una recessione più prolungata dopo la crisi finanziaria globale, limitando le tensioni sui prezzi del petrolio.

"Se non fosse per questo nuovo aumento dell’offerta, i prezzi del petrolio sarebbero probabilmente più alti, e le già fragili economie dei paesi sviluppati ne risulterebbero indubbiamente svantaggiate" afferma Philippe Waechter per il quale saranno da tenere sotto osservazione i rapporti USA – Russia: “Dal momento che la Russia è il maggior produttore di petrolio ed un importante attore nel settore energetico mondiale, sarà interessante osservare come si svilupperanno i rapporti tra Stati Uniti e Russia nei prossimi anni. Mentre la crescita globale continuerà a dipendere dall'energia, i rapporti tra le varie forze cambieranno. La maggiore disponibilità di risorse energetiche consentirà agli Stati Uniti di rimanere un attore globale, capace di influenzare gli equilibri mondiali".

Nel complesso, Philippe Waechter avverte che la frontiera del gas e del petrolio di scisto non deve rappresentare la fine della ricerca energetica degli Stati Uniti, poiché le risorse sono limitate. Egli ritiene che le fonti di energia alternative e rinnovabili saranno di primaria importanza per la futura sostenibilità economica e geopolitica.
Waechter ritiene che nel 2014 i prezzi del petrolio dovrebbero rimanere piuttosto stabili o addirittura scendere leggermente mentre nei prossimi anni il prezzo del greggio dovrebbe oscillare in un intervallo compreso tra i 90 e i 110 dollari USA.

Un ultimo spunto lo fornisce Matthew Eagan, Fixed-Income Manager Loomis, Sayles & Company che sostiene che se gli Stati Uniti cresceranno, anche i partner commerciali nord-americani, come il Canada e il Messico, ne beneficeranno. Inoltre, il nuovo governo messicano ha annunciato riforme fiscali e, fattore probabilmente ancor più importante, la fine del monopolio del settore petrolifero nazionale.

“Con l'apertura del settore petrolifero messicano, il boom del gas e del petrolio di scisto potrebbe estendersi anche al Messico nei prossimi anni, con ricadute molto positive sull’economia messicana in termini di crescita economica e sulla valuta nazionale” confida Matthew Eagan.

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