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Interessanti opportunità nel mercato dei cambi

4 Febbraio 2014 - 9:00
financialounge - news
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L’attuale correzione dei mercati? Potrebbe protrarsi ancora per alcuni giorni finchè non verrà raggiunta una perdita complessiva dai massimi del 7-8%. Le prospettive delle Borse a breve – medio termine? Positive ma non tanto per la forza relativa dei listini quanto piuttosto per le forti aspettative da parte degli investitori. Le più interessanti opportunità d’acquisto? In modo selettivo nei corporate bond emerging markets espressi in valuta forte e, soprattutto, nel mercato dei cambi. Sono queste le risposte, sintetizzate, che Maurizio Novelli, Global Strategist formula a tre tra le principali domande che gli investitori si pongono in questi giorni.

“Nonostante la correzione tecnica in atto, la propensione al rischio rimane ancora decisamente alta e gli investitori stanno affrontando tale movimento ribassista con posizioni d'investimento piuttosto elevate sia negli Stati Uniti che in Europa” sottolinea Maurizio Novelli che poi prosegue:

“Negli ultimi mesi infatti, anche gli investitori dell'area euro hanno decisamente aumentato il profilo di rischio, caricandosi di Btp e Bonos, titoli subordinati di banche e assicurazioni, high yield e naturalmente azioni europee. La correzione sta quindi avvenendo per un eccesso di posizioni long che si stanno chiudendo e dovrebbe esaurirsi in breve tempo. Tuttavia l'aspettativa sulle performances attese per gli investimenti azionari rimane molto alta e quasi tutti gli investitori professionali hanno decisamente aumentato le loro posizioni d'investimento in previsioni di ritorni decisamente positivi”.

Nel frattempo però, secondo Maurizio Novelli, alcune evidenti "fratture" si stanno evidenziando nel mondo emergente e l'impatto sull'economia mondiale nel corso dell'anno si farà sentire in modo molto sensibile. Al momento però la concentrazione dei mercati è talmente focalizzata sulle brillanti prospettive attese sull'area euro e sulle sue asset class che nessuno si cura di quello che sta accadendo sulle economie (a cominciare dalla Cina) che costituiscono il 50% del PIL mondiale.

Per Maurizio Novelli il paradosso è che i mercati emergenti, nel momento in cui USA e Europa hanno ridimensionato la domanda interna, si sono ancorati alla crescita cinese proprio quando quest'ultima ha iniziato a rallentare. Inoltre, il modello di crescita di Pechino basato su export, investimenti immobiliari e pubblici è giunto al suo punto critico di non sostenibilità: ne deriva, secondo Maurizio Novelli, che le implicazioni per l'Equity Emerging Market saranno sensibili e durevoli perché il processo di aggiustamento cinese richiederà anni.

Le prospettive di crescita del mondo occidentale peraltro non sono più riposte sulla crescita della domanda dei mercati emergenti (in netto calo) ma sulla ripresa di quella americana: i mercati stanno quindi "comprando" scenari e prospettive di sviluppo che poggiano su basi alquanto precarie e su modelli di crescita che sono giunti alla fine del loro ciclo storico.

“Nel breve termine potremmo avere comunque un recupero dei mercati azionari, perché al momento non sembra che gli investitori abbiano una percezione dei problemi strutturali che ho evidenziato e probabilmente, entro qualche settimana, tutto potrebbe tornare come prima” argomenta Maurizio Novelli per il quale alcuni mercati azionari e obbligazionari hanno raggiunto livelli difficili da superare in modo significativo: il riferimento è a Stati Uniti, UK e al Dax tedesco, dove ulteriori miglioramenti dai massimi potrebbero essere veramente fragili e poco sostenibili: le borse dei paesi emergenti, invece, sono in fase di liquidazione ed il trend permane negativo.

“In questo contesto, gli investitori sono molto propensi a entrare sui mercati che sono rimasti più indietro, come Spagna e Italia, ma la motivazione di queste scelte si basa solo sul fatto che sono saliti poco rispetto agli altri mercati. Anche nel credito non esistono particolari opportunità d'investimento. Gli high yield quotano a spread sui quali non acquisterei nulla, mentre i subordinati sono decisamente presenti in molti portafogli di investitori privati che probabilmente non sanno che è come avere ulteriori posizioni al rialzo sull'equity” puntualizza Maurizio Novelli che, come investitore, non vede grandi opportunità, salvo sul credito Emerging Market che ha subito pesanti vendite e potrebbe evidenziare selettive opportunità. Il mercato dei cambi, al contrario, sembra offrire per Maurizio Novelli ancora oggi la migliore area dove cercare di implementare strategie macro.

“I bonds in divisa forte di alcuni paesi emergenti sono opportunità di acquisto e potrebbe essere giunto il momento di aprire posizioni short su titoli di stato giapponesi. Dopo oltre vent'anni di discesa dei tassi siamo giunti al probabile punto di svolta della dinamica deflazionistica e se così non fosse il Giappone si troverebbe a fronteggiare una crisi economica e finanziaria di proporzioni storiche. Infatti, l'Abenomic approach è l'ultimo tentativo di rilancio che obbligherà i policy makers giapponesi a non fallire: le alternative sarebbero imponderabili non solo per l'economia ed il sistema finanziario giapponese ma per l'intero sistema finanziario mondiale. Quindi sarà fatto tutto il possibile per reflazionare un economia che, nonostante la svalutazione dello Yen, non ha avuto nessun beneficio sulla bilancia commerciale, evidenziando esportazioni in decisa sofferenza sia in termini di volumi che in termini di valore” conclude Maurizio Novelli.
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