Fondi immobiliari: in Italia non funzionano

borsa
27 Settembre 2013 - 8:00

C’è una particolare tipologia di prodotti del risparmio gestito che, pur essendo quotati in Piazza Affari da oltre 10 anni, non sono riusciti a conseguire gli stessi risultati dei fondi comuni aperti e nemmeno dei loro omologhi in Germania e nel Regno Unito.

Si tratta dei fondi immobiliari chiusi che permettono di investire indirettamente nel settore immobiliare anche con poche migliaia di euro e con una buona diversificazione del portafoglio: ogni fondo detiene la proprietà di un numero di immobili compreso di solito tra le 10 e le 20 unità.

I problemi che hanno dovuto affrontare questi prodotti in Italia sono i più disparati e ogni ostacolo ha contribuito a frenarne il successo presso il pubblico. Ma, con ogni probabilità, il colpo più duro è stato quello di vedere il mercato immobiliare scendere proprio nel momento in cui avrebbero dovuto liquidare le partecipazioni in portafoglio.

Questi fondi pur avendo una data di scadenza, possono chiedere di prorogarla di 3-6 anni e molti di essi hanno scelto proprio questa opzione: secondo gli addetti ai lavori nei prossimi anni la ripresa graduale del mercato potrebbe permettere di vedere un riallineamento tra le quotazioni di borsa e il patrimonio netto.

Ma attenzione perché non tutti i fondi immobiliari chiusi sono uguali sia per tipologia di immobili in portafoglio che per aree geografiche: per queste ragioni la raccomandazione è quella di farsi consigliare da qualche esperto indipendente che possa valutare la qualità e la redditività degli immobili del fondo, il ricorso alla leva finanziaria, la liquidità generata grazie ai canoni di locazione e alla gestione, e lo sconto tra prezzi di mercato e patrimonio netto.

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