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Più gestori di fondi in Cina

30 Gennaio 2013 - 8:00
financialounge - news
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La CSRC cinese (China Securities Regulatory Commission's) ha pubblicato il 30 dicembre 2012 un documento per la consultazione per ampliare il numero di entità che possono gestire fondi comuni.

L’obiettivo è aumentare la competizione e riformare i criteri di accesso dell’industria del gestito. Il documento propone di includere società di investimento, assicurazioni e private equity che rispettano certi requisiti.

In particolare per poter gestire fondi comuni tutte le società dovranno:
- avere almeno tre anni di esperienza nella gestione di investimenti;
- avere una robusta corporate governance, controlli interni solidi e capacità di risk management;
- godere di buone condizioni operative e di una situazione finanziaria stabile, ed aver generato profitti in ognuno dei tre anni precedenti;
- avere una reputazione di credibilità, essere conforme alle leggi e non aver attuato nessuna condotta sbagliata nei tre anni precedenti né essere sotto investigazione dalle autorità;
- essere membro dell’Asset Management Association della Cina.

Ci sono poi alcuni requisiti specifici da rispettare.
Per le società di investimento è necessario un minimo di asset in gestione di 20 miliardi di renminbi; una compliance continua nei precedenti 12 mesi con gli standard di risk control; un capitale netto minimo di 1 miliardo di renminbi alla fine del trimestre precedente; e aver ottenuto nell’anno precedente almeno un Class B ranking nella classificazione fatta dalla stessa Csrc.

Per le assicurazioni il requisito minimo di asset in gestione è sempre di 20 miliardi di renminbi a cui si aggiungono indicatori di solvibilità che devono essere conformi agli standard continuativamente per i 12 mesi precedenti.

I private equity devono avere un capitale versato di almeno 10 milioni di renminbi e un minimo di asset in gestione di 3 miliardi di renminbi in ciascuno dei tre anni precedenti.

Inoltre il documento specifica che le società di gestione devono creare un severo “Chinese Wall” (muro cinese), per isolare i rischi di business e prevenire i conflitti di interesse. È anche necessario sistemi di trading in grado di prevenire insider trading.
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