Grandi aspettative per il Pacifico

Asia
28 Gennaio 2013 - 8:00

Non sono stati due anni certo da incorniciare il biennio 2011-2012 per i listini azionari del Pacifico. Ma potrebbe diventarlo il 2013.

L’indice Msci Ac Asia Pacific, tra il gennaio 2011 e il dicembre 2012, ha registrato una perdita del 4,4% in euro. In territorio positivo le Borse dell’Australia (+0,84%), di Hong Kong (+3,3%), dell’Indonesia (+8,4%), della Corea del Sud (+6,6%), della Malesia (+9,4%) della Nuova Zelanda (+26,5%), delle Filippine (+41,8%), di Singapore (+1,7%) e della Tailandia (+25,7%). In rosso, al contrario, i listini della Cina (Msci China index: -3,6%), dell’India (-21,8%), del Giappone (-9,8%) e di Taiwan (-11,4%).

Nelle prime settimane di quest’anno, la musica sembra però cambiata, e l’indice Msci Ac Asia Pacific segna un +1,8% in euro con , fattore ancora più importante, soltanto due piazze finanziarie, Seul e Singapore, in perdita e, peraltro, inferiore al mezzo punto percentuale.

Secondo gli analisti, il 2013 potrebbe essere l’anno in cui gli investitori torneranno a preferire un’esposizione di portafoglio più esposta ai rischi e le Borse dell’Asia Pacifico si candidano a essere la meta preferita in quanto caratterizzate da un buon rapporto rischio / rendimento.
Alle attuali quotazioni, il rapporto prezzo / utili l’indice Msci Ac Asia Pacific si posiziona a 16,9: un livello decisamente al di sotto della media degli ultimi 5 anni (25,1). Non solo. Se le attese sugli utili di quest’anno (+20% circa rispetto al 2012) fossero confermate, il p/e potrebbe scendere ulteriormente portandosi a quota 14,11: il che, significherebbe, una sottovalutazione dell’indice di oltre il 70% rispetto alla propria media quinquennale.

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