Unit linked, gestioni patrimoniali in fondi assicurativi

assicurativi
2 Gennaio 2013 - 8:00

Se i fondi obbligazionari, con 7,2 miliardi di euro, sono la categoria di fondi comuni ad aver raccolto di più in Italia nei primi 10 mesi di quest’anno, le unit linked sono i prodotti che lo hanno fatto nell’ambito assicurativo: tra gennaio e ottobre 2012, la raccolta netta ha superato i 3,3 miliardi.

Le unit linked, che anche nel mese di ottobre hanno registrato un flusso netto di nuove sottoscrizioni per 412 milioni di euro, sono i contratti assicurativi a più elevato contenuto finanziario. Infatti, al loro interno, trovano posto sia titoli che quote di fondi comuni e comparti di sicav. Una caratteristica che, di fatto, le rende delle vere e proprie gestioni patrimoniali in fondi di tipo assicurativo.

Il problema è che si portano in dote, per così dire, performance non proprio soddisfacenti: negli ultimi 5 anni, per esempio, mentre i fondi comuni hanno guadagnato in media il 4,9% le unit linked hanno perso in media il 3,1%. È però vero che negli ultimi tre anni qualcosa è cambiato a favore delle unit linked che infatti, sulla distanza dei 36 mesi registrano un rendimento medio dell’11,5% (contro l’8,2% dei fondi comuni) e negli ultimi 12 mesi possono vantare un guadagno del 9,6% che si confronta con il 7,8% dei fondi comuni.

Merito anche della riduzione, almeno in parte, dei costi, soprattutto per quanto riguarda i nuovi prodotti lanciati sul mercato e, della miglior selezione dei fondi in portafoglio. Si sta infatti affermando tra le compagnie specializzate in unit linked il ricorso alla architettura aperta, ovvero l’utilizzo di fondi e comparti di sicav di società esterne al gruppo: questo consente di poter scegliere i migliori gestori sul mercato con ricadute positive sui sottoscrittori delle unit linked che possono beneficiare di performance più elevate, a parità di rischio, o di rischi inferiori a parità di rendimento.

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