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di Maurizio Novelli 30 Dicembre 2012 - 19:00
financialounge - news
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La FED è impegnata in una strategia “non convenzionale” i cui esiti non conoscono vie di mezzo: crescita e inflazione o rischio “Japanisation”.

Ne è convinta Zest Asset Management che prevede, in tale contesto, i mercati saranno continuamente esposti ai cambi di umore tra aspettative di miglioramento e delusioni per aver scontato una ripresa che potrebbe non concretizzarsi, mentre Banche Centrali e politica continueranno a giocare un ruolo importante sulle tendenze di breve periodo.

Nel complesso il 2013 per i mercati azionari potrebbe evidenziare, tra alti e bassi, un risultato vicino allo zero, tranne che per le borse dei paesi emergenti che dovrebbero continuare a beneficiare di un contesto di crescita decente. I bond non sono così pronti per la vera inversione di tendenza e i tassi d’interesse sui titoli governativi rimarranno molto bassi a causa dell’incertezza congiunturale.

L’Euro dovrebbe continuare a beneficiare del fatto che in Europa la recessione è cosa già scontata mentre in USA le prospettive di crescita potrebbero essere sopravvalutate. Comunque sia, essendosi dissolto il rischio di un break up dell’area UE, l’eccesso di pressione speculativa sulla divisa Europea continuerà a ridimensionarsi e i flussi di capitale che erano usciti dall’Euro per acquistare USD e GBP continueranno a rientrare come sta già avvenendo da alcuni mesi.

La Sterlina dovrebbe aver concluso la fase di apprezzamento verso l’Euro e l’economia Britannica si prepara a mesi difficili nel primo semestre del nuovo anno. I cedimenti di queste settimane potrebbero intensificarsi nei prossimi mesi. Il Giappone ha cominciato a fare sul serio e la fase di discesa dello Yen è appena iniziata.

Boj subirà pesantemente l’influsso politico del nuovo governo e anche il Nikkei, assieme alle borse dei paesi emergenti, verrà decisamente il quadro congiunturale del mondo occidentale che finora non sembra aver beneficiato più di tanto della crescita del mondo emergente. Il primo semestre del 2013 sarà piuttosto debole dal punto di vista congiunturale ma le istituzioni monetarie continueranno a sostenere le aspettative, dichiarando che la ripresa “vera” è in arrivo nel secondo semestre dell’anno, anche se nessuno sa veramente quanto siano affidabili tali previsioni, perché la realtà dei fatti è ancora troppo incerta per avere indicazioni affidabili sui dati che verranno tra tre mesi figuriamoci su quelli ad un anno.

La verità è che si naviga a vista ed i timonieri (le Banche Centrali) devono tenere a bada la ciurma dicendo che la terra è vicina ma nella realtà non sanno esattamente neppure loro in quale punto dell’oceano ci troviamo.


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