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Emergenti in attesa della calma per lo sprint

28 Dicembre 2012 - 7:00
financialounge - news
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Il 2012 si sta chiudendo con risultati positivi per quasi tutte le principali Borse mondiali. Ma forse non tutti si sono accorti che la performance dei listini dei paesi in via di sviluppo risulta meno brillante della media mondiale: infatti l’MSCI Emerging Market index, rappresentativo di tutte le Borse emergenti internazionali, ha messo a segno un +8,48% nei primi 11 mesi del 2012 contro il +11,05% dell’MSCI World, il paniere delle 5000 aziende mondiali.

Si tratta, a dire il vero, di un trend che è iniziato già dal 2010: infatti anche a due anni l’MSCI World (+10,22%) evidenzia un risultato superiore all’MSCI Emerging Market (-6,40%). È tuttavia interessante notare che nel recente passato, ogni qual volta questo è accaduto, l’MSCI Emerging Market ha saputo dimostrare di avere uno sprint in più rispetto all’MSCI World.

Nell’agosto ’98, per esempio, a seguito della crisi della Russia, l’MSCI Emerging Market segnava un -49,63% a due anni contro il+23,48% dell’MSCI World: nei 12 mesi successivi, però, cioè da settembre 1998 ad agosto 1999, l’MSCI Emerging Market si prendeva una significativa rivincita battendo l’MSCI World con una performance del +68,65% rispetto al +31,49% del paniere azionario internazionale.

Stesso comportamento nel febbraio 2009 quando l’indice MSCI Emerging Markets segnava un -57,24% a un anno contro il -48,41% dell’MSCI World: a distanza di 12 mesi, a fine febbraio 2010, l’MSCI Emerging Market aveva registrato una performance dell’87,45% contro il 50,49% dell’MSCI World.

Non sappiamo se le attuali quotazioni coincidano con il punto minimo dell’indice MSCI Emerging Markets rispetto all’MSCI World ma possiamo immaginare che non appena la situazione sui mercati finanziari sarà meno carica di tensioni, è molto probabile che i listini azionari dei Paesi in via di sviluppo possano ingranare una marcia in più rispetti alle Borse dei paesi sviluppati: posizionarsi su un fondo azionario specializzato sulle Borse delle Paesi emergenti, magari tramite un PAC che consente di comperare mediando i prezzi di acquisto, potrebbe quindi essere una buona strategia per il 2013.
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