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Big Mac il punto di riferimento della finanza

27 Dicembre 2012 - 7:00
financialounge - news
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Il McDonald's Big Mac, è un panino confezionato dall’omonima società di ristorazione in modo identico in tutte le catene del gruppo nei 120 paesi in cui McDonald’s opera utilizzando gli stessi ingredienti e le medesime materie prime.

Il McDonald's Big Mac è stato scelto per essere il punto di riferimento del Big Mac index, un prodotto disponibile praticamente in ogni angolo del mondo e di facile misurazione: elementi che consentono di comparare in modo omogeneo i prezzi e quindi le valute di molte nazioni.

Il Big Mac Index adotta infatti la cosiddetta Burgernomics, una teoria che si fonda sulla parità del potere d'acquisto, il principio in base al quale un dollaro americano dovrebbe comprare la stessa quantità di un bene in tutti i paesi: nel lungo periodo, il tasso di cambio tra due stati dovrebbe muoversi verso il tasso che rende uguali i prezzi di un identico paniere di beni e servizi in ogni paese.

Una metodologia che pur avendo delle limitazioni (sono esclusi infatti il regime fiscale interno del Paese, i dazi e tutti gli altri fattori che possono incidere a vario titolo sul potere d’acquisto dei cittadini) permette comunque un rapido confronto tra le valutazioni di mercato delle diverse divise internazionali. Confrontando il Big Mac index di un Paese si può determinare se la sua moneta è sopravvalutata o meno rispetto al dollaro o ad un’altra valuta.

In base agli ultimi valori del Big Mac index, le divise più sottovalutate rispetto all’euro risulterebbero essere, nell’ordine, il dollaro di Hong Kong (-50,9%), il rublo russo (-47,2%), il ringgit malese (-46,3%), il renminbi cinese (-43,5%), la rupia indonesiana (-41,2%), il baht tailandese (-40,3%), lo zloty polacco (-39,4%), il peso messicano (-35,5%) e il peso filippino (-35,5%).

Al contrario, sembrerebbero più sopravvalutate, rispetto alla moneta unica europea, le corone norvegesi (+62,7%), le corone svedesi (+59,9%), ma anche il franco svizzero (+51,2%), il real brasiliano (+13,8%) e il dollaro australiano (+7,8%).
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